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Bevande/ Dolci e desserts

Frollini alla lavanda e limone

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Non scrivo da tanto tempo nonostante avessi promesso di ripassare su queste pagine con maggior frequenza e costanza, ma l’estate è stata caldissima e faticosa, in più mi è uscita una stanchezza antica, quella di un anno di lavoro, di stress, di preoccupazioni e di delusioni e il fisico ha iniziato a cedere: ritornavo dal lavoro e mi stendevo sul divano sotto il climatizzatore boccheggiante mentre le uniche energie residue le dedicavo al mare, ad ore e ore di nuoto. Ho avuto una sorta di repulsione per tutto quanto attinesse al web, io che sono una computer dipendente, l’unico residuo di elettronica cui ho permesso la sopravvivenza è stato il Kindle, fidato amico di letture costanti in ogni momento della giornata. Ho cucinato poco, pochissimo, non mi sono impegnata nel creare alcuna ricetta particolare, nè nel provare nuovi accostamenti, proprio il minimo per la sopravvivenza.

Oggi piove a dirotto, ogni tanto spunta il sole, un sole umido e strano che tinteggia di rosso un cielo meraviglioso di tutti i colori, dipinto da nubi cariche di acqua, il tasso di umidità è alle stelle, l’aria è pesantissima e finalmente sono riuscita a dedicare una giornata a me stessa: in casa ci siamo io e la pelosetta mentre il marito lavora e il figlio si gode il penultimo giorno di vacanza prima dell’inizio della scuola.

In queste ultime settimane ho messo l’anima a riordinare, a buttare tutto il possibile e finalmente riesco a trovare tutto anche in cucina, nonostante le sue dimensioni ridottissime che mi costringono alle manovre più assurde e, guarda caso, mi sono trovata tra le mani un mazzo di lavanda regalatami da mio marito e che avevo lasciato a seccare in un angolo.

L’ho usata per preparare una brocca di the verde aromatizzato alla lavanda e anche dei biscottini, dei deliziosi frollini perfetti per accompagnarne una tazza e per avere una merenda che ci regali ancora un tocco di freschezza estiva.

Il burro che ho usato questa volta è stato fatto in casa: avevo della panna da montare non zuccherata e prossima alla scadenza, quindi è bastato continuare la sbattitura dopo averla montata per ottenere del buonissimo burro. L’ho rassodato nel frigorifero e poi passato nel freezer per non “bruciare” la frolla; nel caso è ottimo il burro bavarese.

 

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Frollini alla lavanda e limone
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 20 mins
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
50 pezzi
Ingredienti
Tempo di preparazione 15 mins
Tempo di cottura 20 mins
Tempo Passivo 1 ora
Porzioni
50 pezzi
Ingredienti
Istruzioni
  1. Macinare la buccia del limone con i fiori di lavanda, aggiungere il resto degli ingredienti e impastare con il mixer o la planetaria molto velocemente; lasciare l'impasto, avvolto nella pellicola, nel frigorifero per almeno un'ora, stendere con il mattarello sulla spianatoia infarinata fino ad ottenere una sfoglia non troppo sottile, tagliare nelle forme desiderate ed infornate a 170° per circa minuti. Conservare in una scatola di latta.
Recipe Notes

Per il the verde aromatizzato alla lavanda ho versato due tazze di acqua nel bollitore, al sibilo ho versato l'acqua in una brocca di vetro, ho aggiunto due filtri di the verde lasciandoveli immersi per 5 minuti. Ho aspettato che il the si raffreddi e poi vi ho aggiunto due cucchiai di fiori freschi di lavanda macerati con il pestello (usando un filtro da the); ho riposto la brocca nel frigorifero per ottenere una bevanda salutare e rinfrescante.

Se proprio non ce la fate, sono ammessi due cucchiaini di miele.

Antipasti e stuzzichini/ Arte, storia ed architettura/ Bevande/ Ifood/ Un po' del mio mondo

Un sabato al Caffè San Marco

Gli interni del Caffè San Marco

Gli interni del Caffè San Marco

Sabato 3 ottobre, un sabato qualunque, come al solito costellato dai consueti impegni: spesa, pulizie di casa, cani a passeggio… poi casualmente do un’occhiata all’app di Facebook sul telefonino e, grazie ad un post di Cristina, vengo a sapere che Jessica è in visita nella nostra città: la mia prima reazione è una sonora protesta perchè anch’io voglio conoscere la “napoletana che viene da Seattle” e, detto fatto, complice mio figlio che si è eclissato a casa di un amico, il marito al lavoro, i miei genitori che non hanno combinato altri danni, i cani che sono democratici rinunciando al giretto lungo e Jessica che è molto disponibile… ci incontriamo davanti allo storico Caffè San Marco, all’interno del quale è in procinto di svolgersi una visita guidata (premesso, scovata da Jessica… perchè gli “indigeni” come la sottoscritta queste cose col cavolo che le sanno 🙂 !).

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Il caffè e i libri…

E insomma…. ne è uscito un pomeriggio bello, divertente, rilassante, pieno i chiacchiere nemmeno ci conoscessimo da un decennio, perchè lei è così, semplice, solare, verace ed esplosiva! Una forza della natura, accompagnata da Matteo, simpatico quanto lei e che mi hanno fatta sbellicare dalle risate… un incontro che a pelle è andato alla grande e io ad istinto non ho mai sbagliato!

Ho avuto modo così di sapere che lo storico Caffè San Marco nacque nel 1914 quale sala da biliardo e che venne parzialmente convertito in caffè per intrattenere le mogli dei relativi frequentatori, pur essendone proibita la tazzina alle donne (che però bevevano la cioccolata e forse tanto male non andava….), per divenire poi negli anni com’è ora… o quasi visto che due anni fa è stata nuovamente convertita un’ala del caffè al fine di poter ospitare alcune presentazioni letterarie, con conseguente vendita di volumi stampati. Del resto i suoi tavolini sono sempre stati occupati dagli intellettuali della città, quali Umberto Saba, James Joyce, Italo Svevo e Giani Stuparich, abitudine ancora portata avanti da molti studenti che su quei tavolini scribacchiano riempiendo quaderni di appunti o ripetendo intere lezioni di esame.

Libri, libri e ancora libri!

Libri, libri e ancora libri!

Alla descrizione del contesto ambientale e storico si è accompagnata anche una dettagliata spiegazione in merito al caffè, alle miscele usate e scelte personalmente dallo storico locale sino alla tostatura che viene effettuata in perfetta autonomia presso l’unica torrefazione di Trieste che ancora funziona a legna: in questo modo si ottiene un caffè al 90% arabica e 10% robusta intriso dell’aroma del legno e delle sue resine, un caffè “da conversazione” come è stato definito e come abbiamo avuto modo di assaggiare, una bevanda che non disturba il sonno nemmeno se gustata a pomeriggio inoltrato.

Il caffè all'origine

Il caffè all’origine

Il caffè verde

Il caffè verde

Chicchi crudi e tostati a confronto

Chicchi crudi e tostati a confronto

Il prodotto finale

Il prodotto finale

Di notevole interesse è la macchina che viene usata per riempire la tazzina, in quanto l’acqua scende a caduta verticale e non viene portata in orizzontale come in tutte le macchine espresso che vengono usate abitualmente: mi astengo dai dettagli tecnici perchè non sarei in grado di dare delle spiegazioni dettagliate e corrette, ma già l’aspetto estetico è notevole!

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Il nostro pomeriggio insieme non si è esaurito con il tour del caffè, ma si è prolungato in tutto relax ad un tavolino del San Marco dove abbiamo assaggiato una prelibatezza, tipica delle nostre zone, che Jessica non conosceva: un calice di Hugo, cocktail a base di sciroppo di fiori di sambuco, Prosecco, acqua minerale frizzante, lime e foglie di menta… che l’ha conquistata! Insomma, un altro punto a favore di Trieste… tant’è che penso per lei i nostri simboli d’ora in poi saranno piazza dell’Unità, affacciata sul mare, e lo Hugo 🙂

Lo Hugo

Lo Hugo

Torna ancora a trovarci Jess, con la tua travolgente simpatia… questa volta è stato un incontro improvvisato in mezzora (con tanto di foto scattate al cellulare perchè nella fretta ho dimenticato anche la  reflex), ma per la prossima volta lo Hugo ce lo organizziamo con cura!

Jess, a sinistra, ed io... l'incontro è stato talmente frettoloso che le foto sono state scattate tutte con il cellulare!

Jess, a sinistra, ed io… l’incontro più repentino della storia delle Bloggalline!

Autoproduzione/ Bevande

Matite colorate

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Sparse sul tavolo a colorare la mia vita, le mie emozioni che virano dal calore dell’arancione alla serenità intensa del blu cobalto, passando per un intenso verde chiaro, quello del rilassamento, lo stesso dei prati di montagna in piena estate; ho sempre visto la vita a colori, dai sogni in rosa al fascino della nebbia e del suo grigiore, che talora ammanta i momenti di malinconia, di respiri struggenti che durano un attimo perché la luce calda dell’affetto è sempre dietro l’angolo, la stessa luce di una casa immersa nella foschia, quella di un camino acceso che riscalda le guance e il cuore.

Il mio è sempre stato un mondo colorato dai bigliettini adesivi e dagli evidenziatori, da libri distrutti a forza di colorare, evidenziare, sottolineare più e più volte, finchè nella memoria rimangono i colori legati ai concetti, finchè l’apprendimento non diviene variopinto.

La mia vita ha i cappottini turchesi d’inverno, per cacciare il grigiore di novembre, ha i maglioni di lana arancione per colorare la neve di gennaio, è sempre piena di matite e pennarelli ovunque, che non si fermano su un foglio bianco, ma vanno a decorare tutto ciò che trovano, accompagnandosi sempre ad inserti adesivi, nuvolette e cuoricini.

Questa cremina è stata preparata con il popone, il melone a pasta bianca, ma mi è venuto spontaneo fotografarla con il giallo allegro dei limoni perché alla fine la si fa anche con questo agrume che adoro, l’importante è renderla pannosa e fruttata: è una reminescenza coloratissima delle mie vacanze, il ricordo di una crema arancione a base di melone, ma anche gialla a base di limoni di Sorrento, talvolta bianca e morbidissima come questa…. l’importante è provarci e questa è la mia versione.

limoncello (2)

Ingredienti:

500 g. di melone cantalupo (baciro, popone… o come lo volete chiamare) a pezzi per il meloncello, oppure la scorza esterna di 8 limoni non trattati per il limoncello

500 ml. di alcool buongusto

1 kg. di zucchero

500 ml. di latte

500 ml. di panna

un cucchiaino di vaniglia

Procedimento:

Versare in un grosso contenitore di vetro la frutta e aggiungere l’alcool, lasciando a macerare almeno venti giorni. Trascorso tale periodo mettere un una pentola lo zucchero, il latte, la panna e la vaniglia, far sobbollire sino a che lo zucchero non si scioglie, successivamente aggiungere l’alcool filtrato  e, da ultimo, la frutta, per poi frullare tutto con il minipimer.

Imbottigliare filtrando nuovamente e lasciare a riposo nel congelatore almeno venti giorni prima di consumare.

limoncello (1)

limoncello

Un’altra piccola carrellata degli scatti estivi, simbolo del mio profondo legame con il mare e dell’ispirazione che ne è scaturita anche in cucina.

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Lipari

Per me la solarità è tutta in queste note….leggete anche le parole perchè ne vale davvero la pena…

[youtube=http://youtu.be/EvNhPImvxDg]

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Bevande/ Bimby

Festeggio il ritorno del portatile con un brindisi allo zenzero!

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Ci siamo, sono finalmente ritornata!!! Sono rimasta senza computer per tanto, troppo tempo… non sono riuscita nemmeno a postare le ricette natalizie che lo spinotto della corrente mi ha lasciata, la batteria ha ceduto e il sistema operativo si  inchiodato: perfetto… ero già in piena consultazione del sito della Sony per acquistare un altro Vaio quando il tecnico ha fatto il miracolo, pur avvisandomi che a breve dovrò affrontare un nuovo acquisto.

Oramai per le ricette natalizie non ho più tempo, ma un tocco speziato ci sta ancora bene, quindi perchè non iniziare con lo zenzero? Adoro questa radice, ha un tocco piccante che amo anche semplicemente bollita nell’acqua per poi ottenere un magnifico infuso che mi riscalda nelle serate invernali, però ho voluto farne una bevanda da tenere pronta in frigorifero e il risultato è stato assolutamente soddisfacente… un liquido ambrato, piccante, con un pizzico di acidità e leggermente dolce… provatelo!

Una bottiglia di questa bevanda gradevole e stimolante mi ha accompagnata in Sudtirolo, dove ho passeggiato nella neve fresca, alta fino alle ginocchia, mentre vedevo le cagnoline correre felici, finalmente libere dal guinzaglio e senza pericoli… è stata gradita dopo una giornata di sci quando, all’ultima discesa sulle piste dell’Elmo, ho valutato che sciare non mi diverte più e che vorrei provare a passeggiare nei boschi con le ciaspole, mi ha riscaldata in quei quattro giorni di riposo fisico e mentale, quando mi è uscita una stanchezza antica e sarei rimasta tutto il giorno in camper a dormire o a leggere il quintale di libri scaricati sul Kindle.

Monte Elmo

Monte Elmo

Dopo il Sudtirolo abbiamo messo in moto per fermarci in Baviera, nella mia amata Monaco, la città che più amo in Europa, dove ho camminato, camminato e camminato, incantandomi sempre davanti al Rathaus di Marienplatz, amando i percorsi in metropolitana, passeggiando con circospezione davanti alle vetrine chic di Maximilianstrasse o allegramente nel vivacissimo caos, pur sempre “tedescamente silenziosissimo”, di Kaufingerstrasse… beh, confesso che lì la birra scorreva a fiumi, ma una tazza di zenzero non è comunque mancata!

Un Mass all'HB.... altro che zenzero!

Un Mass all’HB…. altro che zenzero!

L'HB, la più antica e rinomata birreria di Monaco

L’HB, la più antica e rinomata birreria di Monaco

I soffitti, magnificamente affrescati, dell'HB

I soffitti, magnificamente affrescati, dell’HB

Premetto che ho usato il Bimby, come al solito per praticità, ma la preparazione è semplice e veloce anche con una semplice pentola: ho fatto bollire lo zenzero tritato con lo zucchero e il miele, il succo di limone, l’acqua e le bacche di cardamomo e poi ho semplicemente filtrato il tutto e imbottigliato; va conservato in frigorifero.

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Ingredienti:

70 g. di zenzero

160 g. di zucchero di canna (io ho usato 50 g. di zucchero semolato e 50 g. di miele millefiori)

il succo di due limoni

750 g. di acqua

le bacche di 6 semi di cardamomo

Con il Bimby ho impostato 15 min., 100 gradi, vel.3, ma basta bollire pochi minuti il composto prima di filtrarlo.

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Autoproduzione/ Bevande/ Conserve/ Un po' del mio mondo

Colori di settembre e preludio d’autunno ♥

 

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I colori non sono solo colori, sono sensazioni ben precise e hanno un carattere proprio: il rosso è una patata bollente, il bianco è la morbidezza dell’ovatta, il marrone è morbidissimo e caldo, l’arancione non è solo solare, ma anche il colore dei boschi di ottobre, quando le foglie virano dal verde al giallo, per poi raggiungere punte di rosso fuoco come quelle del sommacco dei miei boschi.

Settembre detestato per decenni, foriero di un disagio profondo, del termine delle scorribande estive fatte di spiagge e discoteche, delle nuotate in notturna quando l’acqua è fluorescente sotto la luna piena, settembre da poco apprezzato grazie ad un nuovo amore nei confronti dell’autunno, caldo, romantico ed accogliente, stagione di riposo dopo gli eccessi estivi, il calore e il divertimento sfrenati.

Settembre, stagione di piccole coccole, di colori caldi e di tazze di the con i dolcetti, di passeggiate nei boschi con la famiglia, preludio di caldarroste con il vino novello e di di cioccolate calde con la cannella, settembre di fichi e di more, ma anche di bacche di sambuco, succose e scurissime, che ti lasciano le dita viola quando le raccogli, con cui fare la marmellata per le crepes o aromatizzare la grappa, ma questa volta ho dato la precedenza alle frequenti tossi invernali di mio figlio e ho preparato lo sciroppo, che è buonissimo da bere anche diluito con acqua e limone.

Il procedimento è semplicissimo e con poco lavoro ho fatto scorta di bottiglie per l’inverno, come una formichina, ma sarebbe stato un peccato non sfruttare questi preziosi doni di stagione che la natura ci offre!

Dopo aver sgranato le bacche le ho frullate molto velocemente e ho aggiunto metà dell’acqua prevista dalla ricetta e il succo di limone, poi ho lasciato macerare ventiquattrore in un contenitore di vetro coperto da un piatto; trascorso il tempo necessario alla macerazione, ho filtrato il liquido con un colino da the e solo a questo punto ho aggiunto il resto dell’acqua, lo zucchero e portato ad ebollizione, in modo da versare immediatamente lo sciroppo nei vasetti o nelle bottiglie precedentemente sterilizzati ed ottenere il sottovuoto capovolgendo il contenitore.

Un cucchiaio di sciroppo puro è ottimo per la tosse mentre, volendo preparare una bibita dissetante, diluire una parte di sciroppo con quattro di acqua, aggiungere del ghiaccio e una fetta di limone (io qui ho usato l’arancia).

Ingredienti:

200 g. di bacche sgranate

400 g. di acqua

100 g. di zucchero

il succo di mezzo limone

E’ stata bello e rilassante la preparazione di questo sciroppo, dopo aver sgranato una quantità non da poco di bacche, insieme ad un’amica che imparava da me il procedimento, con gli insetti che uscivano dal sacchetto facendo sobbalzare mio figlio (e anche la mamma che li doveva accompagnare sul balcone, lo confesso….), ma ridendo come pazze e, per una volta, pensando un po’ a noi stesse con calma e tranquillità, scambiandoci chiacchiere e piccoli segreti… sarà stata la rilassata atmosfera di settembre?

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Vi lascio con un po’ di buona musica, con uno dei brani che prediligo, in grado di riconciliarmi con il romanticismo che prelude all’autunno….

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Autoproduzione/ Bevande

Latte di mandorle

2013-07-019

Gli esperimenti anti-lattosio continuano e stavolta sono abbastanza soddisfatta: nel mentre attendo che il calore si plachi un po’ mi dedico a tutto quanto richieda poca cottura, se non addirittura nulla!

Ho dato una sbollentata alle mandorle per poterle pelare agevolmente e le ho messe in un contenitore con dell’acqua, ho aggiunto un pizzico di sale e una cucchiaiata di zucchero di canna, ho frullato con il minipimer molto bene perchè non mi andava di filtrare il latte ottenuto: alla fine, nonostante sia certa della sua provenienza di sintesi, ma mi piace sentire i sapori decisi, ho aggiunto anche un po’ di aroma mandorla… insomma, alla salute ci tengo, ma non sono fissata nè con il biologico, nè con il vegan, nè con nessun’altra idea assolutistica in merito al cibo! Io il sapore di mandorla lo voglio percepire!

A dire il vero il liquido ottenuto andrebbe filtrato più volte con una garza e lo scarto di filtratura (l’okara) è ottimo da aggiungere ai dolci, tralaltro lo si può agevolmente congelare, ma a me piace sentire tra i denti quei piccolissimi frammenti di mandorla, soprattutto perchè lo bevo a colazione con i cereali, quindi un po’ più denso è gradevole.

Stavolta sono decisamente soddisfatta del risultato e mi sento ripagata di aver consultato una marea di blog (che ringrazio in blocco…) per cercare la soluzione migliore… penso di averne aperti almeno una ventina e le molteplici versioni, pur simili tra loro, mi hanno messa un po’ in crisi! Naturalmente gli esperimenti continuano….

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Ingredienti: 

100 g. di mandorle

1 litro d’acqua

1 pizzico di sale

1 cucchiaio di zucchero di canna

aroma rhum (o mandorla)… solo per i golosi!

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Autoproduzione/ Bevande/ Ricette vegetariane

Latte di riso (alla faccia dei prezzi folli del supermercato)

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Possibile che chi è intollerante a qualche alimento debba spendere il triplo per la spesa?

Prima di partire per le vacanze ho fatto un po’ di scorta di latte di riso, almeno il minimo per tirare avanti qualche giorno e per poter fare colazione senza incorrere in una colite da lattosio, ma…. mi sono resa conto, nell’acquistare più confezioni, seppure al discount, della botta di soldi che mi è partita! Considerando che un litro lo consumo in tre giorni mi è sembrato un po’ eccessivo, quindi non mi sono data per vinta e ho iniziato i miei esperimenti per prepararmelo da sola.

Ho versato in una pentola a pressione 50 gr. di riso originario, ho aggiunto 1 litro d’acqua e un pizzico di sale: dal sibilo ho proseguito la cottura per dieci minuti, poi ho frullato il tutto con il minipimer, ho aggiunto tre cucchiai di zucchero di canna e ho risolto il problema, così… semplicemente e in barba ai prezzi proebitivi imposti dal commercio! Il latte così ottenuto va filtrato prima di imbottigliarlo, finchè non si arriva ad avere un liquido abbastanza “pulito”, quindi anche più di una volta, se necessario.

Diciamo che il sapore è molto diverso da quello acquistabile sui banchi del supermercato (nella preparazione industriale vengono aggiunti alcuni enzimi che apportano delle migliorie organolettiche al prodotto) e, volendo modificare un po’ il risultato, può essere utile aggiungere un paio di cucchiai di olio di semi ed, eventualmente, un po’ di estratto di vaniglia o della cannella, ma sono tutti esperimenti personali e da porre in atto a proprio gusto; personalmente il mio prossimo obiettivo è quello di provare la ricetta con l’utilizzo del riso basmati, nella speranza di migliorare il risultato! Comunque sia, se anche non vi piace da bere, è un’ottima soluzione per cucinare evitando il latte vaccino… ed è sempre un bel risparmio!

Io di solito riciclo le bottiglie di salsa di pomodoro in quanto sono perfette per conservarvi i succhi di frutta e anche questa volta si sono rivelate utilissime…. sicuramente ho meno spese e meno pesi da portare a casa!

Riepilogo degli ingredienti:

50 g. di riso originario

1 l. di acqua

1 pizzico di sale grosso

3 cucchiai di zucchero di canna

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CONSIGLIA Foresta di alberi innevati

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