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aprile 2017

Ifood

Un piccolo premio: il Press Lunch a Portorož

Dalle tantissime iniziative sorte grazie ad Ifood è nata questa giornata, assegnatami in quanto tra le varie bloggers ero la più vicina, geograficamente, alla Slovenia: ho accettato con gioia di partecipare al Press Lunch organizzato dal Kempinski Palace di Portorož, meravigliosa location che sorge in una posizione strategica della cittadina, lungo la via principale che costeggia il litorale.

Per me è stata quasi una sorta di premio per consolare la disperazione di aver perso, la sera antecedente, la mia cagnolina, morta improvvisamente per un’infezione fulminante nonostante la giovanissima età e devo ammettere di aver portato avanti la giornata con molta fatica, trattenendo spesso le lacrime che uscivano prepotentemente dalla voragine che avevo nel cuore; eppure questa è stata l’occasione, seppur intempestiva, per comprendere che c’è tanta vita davanti e che la bellezza e la felicità continuano perchè il mondo non finisce al primo dolore che ci lacera il cuore.

Sono arrivata con mezzora di anticipo, il che mi ha permesso di rilassarmi passeggiando sul lungomare per percorrere il pontile e godere della magnifica vista sull’Adriatico e, sì, vedendo quella distesa di sabbia ovviamente il primo pensiero è volato alla felicità che avrebbe provato la mia Polly nel poter correre a perdifiato su quella distesa soffice, quindi ho preferito recarmi al Kempinski per affrontare il Press Lunch.

Non ho parole per descrivere l’eleganza e la raffinatezza dell’hotel, come si evince in minima parte dagli scatti che corredano l’articolo e che non rendono assolutamente giustizia alla bellezza di altissimo livello, pur non ostentata, che ho avuto modo di ammirare; raffinatezza rinvenibile immediatamente dal primo impatto con il personale, di educazione squisita e riservata, pur senza quell’aura di falsità che sovente si inspira nella quasi totalità degli ambienti pluristellati… e detto da me che sono una tipa da trattoria di campagna è una garanzia!

Sono entrata molto timidamente, un po’ per carattere, un po’ per il dolore che mi portavo dentro e un po’ perchè l’ambiente mi incuteva soggezione, a partire dal non sapere quale lingua usare per comunicare con il personale: l’italiano, essendo un comune bilingue? L’inglese,  a costo di sembrare un po’ spocchiosa? Lo sloveno, pur parlandolo molto male? Alla fine un buon inglese mi ha salvato la situazione, come al solito 🙂

Sono stata accolta con una coppa di delizioso champagne, ero totalmente digiuna dalla sera precedente, ma a delle bollicine di quella qualità non ho saputo resistere… ciò a preludio della presentazione della dirigenza dell’hotel, nella persona del General Manager Thies Bruhn, e del relativo personale, di una professionalità elevatissima ed ineccepibile!

Non sto a tediarvi con la presentazione delle portate che sono seguite all’aperitivo di benvenuto poichè le foto parlano da sole: l’eleganza della presentazione, l’equilibrio dei sapori presenti in ogni piatto, l’originalità e la ricerca estetica… più che un pranzo è stata una galleria di opere d’arte volta a sfamare soprattutto la ricerca della bellezza.

Purtroppo, unica nota stonata, pur essendo in pochissimi, siamo stati sistemati in più tavoli a sè stanti, cosicchè è mancata la convivialità che, almeno per gli unici due italiani presenti, sarebbe stata auspicabile: mi sono trovata in compagnia di un connazionale, gentile ed educato, tuttavia lontano anni luce dalla mia idea di cucina fatta per sfamare tutti i sensi e non solo fine ad una recensione (oltretutto molto critica da parte sua, in quanto ha demolito quel povero cuoco -bravissimo- immeritatamente, a mio avviso). E’ stato anche molto diretto nel velare di una vena critica la mia attività di foodblogger, da lui vista non secondo il mio (e nostro) punto di vista che cuciniamo e “blogghiamo” per la gioia di metterci i nostri bei visi infarinati ma felici, ma quale dovessimo per forza essere delle influencer di stampo critico-gastronomico e giornalistico con una preparazione tecnica alle spalle, imprenscindibile da esperienze di ristorazione sul territorio e fortemente correlate ad istituzioni imprenditoriali quali Eataly.

Ebbene, la mia esperienza sul territorio c’è, ma preferisce essere legata ai piccoli produttori a chilometro zero piuttosto che, spesso, a pessima ristorazione con dei prezzi spropositati rispetto alla qualità offerta, così come la mia conoscenza del vino è sensoriale essendo legata alla mia infanzia trascorsa sotto le ali di un nonno viticoltore e della sua saggezza contadina, in netta contraddizione ad eventuali corsi di sommelier che, pur propagandati, mi possono interessare ma non se posti quale “condicio sine qua non” per potermi fregiare del titolo di foodblogger. Perchè lo spirito di Ifood è questo e la fuffa appariscente ed inconsistente la lasciamo agli altri.

 

Al momento della valutazione ho elogiato l’elevatissima qualità del servizio offerto, con sincerità e lealtà poichè chi lavora bene e con passione deve avere il giusto riconoscimento, tant’è che mi sarebbe piaciuto mettere ai fornelli i fautori delle critiche poste all’operato dello chef, Daniel Pause, e vedere i risultati 🙂 Insomma, questo piccolo momento di “bastardaggine acuta” me lo dovete concedere poichè durante il pranzo il dolore che provavo aveva preso il sopravvento anche sulla mia consueta vena polemica, però non mi andava di tacere: sono stati dei grandi. Punto.

Ultimo tocco di eleganza: la sala Sophia in cui è stato servito il pranzo, un raffinato tributo alla nostra Sophia Loren… ma godetevela guardando le foto!

Grazie Ifood per l’opportunità che mi è stata data, graditissima nonostante la giornata per me difficile da affrontare, e alla grandissima disponibilità offerta da Petra Zierer che ha gestito l’organizzazione dell’evento e l’attività di PR alla perfezione!

Dolci e desserts

Plumcake leggerissimo allo yoghurt greco

Anche oggi è uscito il sole, nonostante le previsione infauste, e quando l’aria è piena di luce io sono frizzante nonostante la stanchezza, mi viene voglia di fare di tutto, di ordinare, pulire, rinnovare e dare aria nuova a ciò che mi circonda! Amo stare sul balcone, curare le piante, arredare il mio piccolo giardino che ultimamente è diventata la mia “location” preferita per immortalare i dolcetti che cuocio durante la settimana. La luce è meravigliosa, talora già troppo intensa, tant’è che sono costretta a schermarla per ottenere degli scatti decenti, ma è così che si impara, quindi ben vengano i problemi grazie ai quali si apprende come risolverli.

Ieri avevo ancora le meravigliose merendine che avevo postato, poi è passato da casa mio figlio con delle ragazzine e ovviamente il tutto è scomparso in tre minuti netti, quindi ho dovuto provvedere in poco tempo con qualcosa per la colazione di oggi e questo plumcake si è rivelato essere velocissimo, molto delicato, poco dolce e quindi perfetto per qualsiasi tipo di colazione.

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Plumcake allo yoghurt greco
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 60 mins
Porzioni
1 stampo grande da plumcake
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 60 mins
Porzioni
1 stampo grande da plumcake
Ingredienti
Istruzioni
  1. Montare a lungo le uova con lo zucchero ed il sale fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungere lo yoghurt, il burro, la buccia del limone, il latte e la vaniglia. Una volta amalgamato il tutto aggiungere la farina setacciata con il lievito e, da ultimo, l'olio a filo. Versare in uno stampo da plumcake piuttosto grande (non ho una misura esatta consigliata poiché io ho strabordato 🙂 ) e rivestito di carta forno e cuocere in forno preriscaldato, statico, per un'ora a 170/180 gradi. Ottimo per la colazione poiché è inzupposissimo e, essendo poco dolce e delicatissimo, si presta bene ad essere spalmato con della confettura o della Nutella.

 

Dolci e desserts

Merendine al latte caldo e confettura di frutti di bosco

Solo  da un paio di giorni sento i primi segni della primavera, già iniziata ma quassù al nord le mattine sono ancora gelide e sono all’ora di punta di riesce a togliere la giacca: ho voglia di passeggiate tra i monti, di soste rigeneranti in riva ai ruscelli e di pic-nic nei prati. Quando mi allontano di poco da casa mi affaccio sul mare, ieri se ne sentiva un profumo intenso, e vederlo luccicare sotto il sole allo zenith è un’emozione indescrivibile, eppure le belle giornate stentano a riscaldarsi, apro le finestre cercando i raggi di sole e ben presto mi si gelano le ossa.

Forse ho voglia di partire, di uscire dalla situazione di stallo in cui mi trovo da molti mesi, ho voglia di accendere il motore, salire in camper e scappare, stanca del lavoro, dei problemi e della ristrutturazione avviata in casa con tutti gli annessi  disagi.

Mancandomi una valvola di sfogo continuo a rintanarmi in cucina, a sfornare dolcezze da colazione perchè mi regalano il senso di intimità e di casa, investo la creatività repressa tra i fornelli… e ancora una volta propongo una botta di colore scattata tra i miei amati fiori!

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Merendine al latte caldo
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 35 mins
Porzioni
1 teglia media
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 35 mins
Porzioni
1 teglia media
Ingredienti
Istruzioni
  1. Riscaldare il latte con il burro e la vaniglia (spegnere il fuoco nel momento in cui inizia l'ebollizione) e nel mentre, in una ciotola, sbattere con la frusta elettrica le uova con lo zucchero e il sale sino ad ottenere un composto spumoso, poi versarvi il latte a filo continuando a sbattere con delicatezza e, da ultimo, la farina setacciata con il lievito, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto (con il Bimby, dosando bene le velocità, sono riuscita a ridurre al minimo i tempi). Versare in una teglia rivestita di carta forno ed infornare a fuoco preriscaldato cuocendo a 170/180 gradi, statico, per 30, 35 minuti. Una volta raffreddato estrarre il dolce aiutandosi con la carta da forno, tagliarlo a metà longitudinalmente e farcire con una generosa quantità di confettura ai frutti di bosco (io ho aggiunto anche un po' di confettura alla fragola), richiudere e tagliare a pezzetti per formare le merendine.

 

 

Dolci e desserts

Tortine al profumo di cocco

Io e il minimalismo. Un rapporto storicamente complicato ma che sempre di più sta trovando terreno fertile nella mia vita, propagandato da sempre ma ostacolato dalla convivenza con due casinisti del ciarpame, controverso da anni ma che mai come in questo momento sta diventando attuale. Tra pochi giorni casa nostra sarà invasa da una squadra di operai per rimediare ai guai del tempo e per terminare dei sospesi che attendono da quasi vent’anni, con conseguente necessità di smontare tutti i mobili. Vuoti (per l’appunto). Qui si evidenzia l’assunto secondo il quale “less is better”, ossia che se buttavo i mobili pieni e ne acquistavo di nuovi facevo prima: voi non avete idea di quante (e quali) cazzate siano spuntate dal nulla e dei metodi praticati per affrontare al meglio (seeee…..) il problema. Io ho versato interi cassetti nei sacchi della spazzatura, poi deposti temporaneamente in cantina, mio marito ha iniziato a sfogliare margherite dicendo “questo si butta, questo non si butta” (e pure “questo si regala perchè è perfetto”), mio figlio ha urlato “non si tocca nulla”! Morale: cantina e garage invasi di decine di sacchi azzurri, casa nel delirio, cani allucinati (dove ci trasferiamo?) e io che affrontare lo stress sono emigrata in cucina. A cuocere tortine consolatorie…

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Tortine profumate al cocco
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 15 mins
Porzioni
10 pezzi
Ingredienti
Tempo di preparazione 10 mins
Tempo di cottura 15 mins
Porzioni
10 pezzi
Ingredienti
Istruzioni
  1. Versare nella planetaria le uova, lo zucchero e il miele, lavorando a lungo fino ad ottenere un composto spumoso. Unire la scorza di limone, l'acqua, il sale e l'olio, continuando a mescolare, poi unire la farina setacciata con i lievito e, da ultima, la farina di cocco. Versare negli stampini oleati ed infornare a forno preriscaldato a 170/180 gradi per 20 minuti. Decorare con zucchero a velo e cocco grattugiato.
Recipe Notes

Ispirata alla ricetta delle ciambelle al cocco ("Tutti pazzi per le merendine" di Erika Cartabia)



 

Antipasti e stuzzichini

Pizzette morbidissime alla ricotta

Il mio umore è in costante (dis)equilibrio come il bizzarro clima primaverile, tra fatiche immense per gestire il mondo inguaiato che vorticosamente gira attorno a me e i piccoli, effimeri istanti di piccole gioie personali, quelle da coltivare poiché spero di seminare dei minimi momenti di serenità e che questi, trovando del terreno fertile, possano crescere a dismisura regalandomi un raccolto soddisfacente.

Perché sono sempre convinta che il sacrificio, ove necessario, vada affrontato, ma anche che non ci si debba mai accontentare del minimo: io voglio il massimo che posso ottenere, sempre, soprattutto quando ne va della mia felicità… e allora continuo a scavare finchè qualche momento riesco comunque a ritagliarlo, anche se nella confusione, nella frenesia, nell’agitazione. E questi momenti quasi sempre sono destinati alla cucina, agli esperimenti tra ingredienti nuovi o ricette da testare, meglio se programmate quando veramente è necessario cucinare qualcosa di particolare.

Domani mio figlio andrà a Venezia in gita scolastica e già ogni giorno si rimpinza di panini, buonissimi e non lo metto in dubbio (anche perché glieli preparo io 😉 ), ma non mi va che tutto il giorno sia costretto a mandar giù pane secco e che mi arrivi la sera con lo stomaco sottosopra ed una sete da morire: lui ama gli aperitivi, ama il finger food, ama le sfiziosità quindi perché non accompagnare i panini con qualcosa di morbido?

E allora… “aperipranzo” sia! 🙂

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Pizzette alla ricotta
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 15 mins
Porzioni
20 pizzette
Ingredienti
Tempo di preparazione 5 mins
Tempo di cottura 15 mins
Porzioni
20 pizzette
Ingredienti
Istruzioni
  1. Mescolare tutti gli ingredienti nella planetaria, stendere l'impasto sulla spianatoia per ottenere uno spessore di poco meno di mezzo centimetro (nel forno raddoppiano!), ritagliare dei dischetti di circa 5-6 cm. con un coppapasta oppure utilizzando una bicchiere, stendervi il pomodoro insaporito con l'origano e infornare a 180° per 10/15 minuti; estrarre ed aggiungervi la mozzarella tagliata a dadini e colata dell'acqua in eccesso, infornare ancora per 5 minuti. Sono ottime anche se mangiate fredde (perfette per l'aperitivo, ma io le preparo a mio figlio quando rimane a scuola in pausa pranzo per non gonfiarlo con troppi panini... sono leggerissime!).
Recipe Notes

Affinchè la mozzarella sia priva dell'acqua in eccesso, dopo averla tagliata ho l'abitudine di lasciarla in frigorifero almeno un'ora: l'acqua in eccesso uscirà da sola e basterà colarla dalla ciotola.

Le mie pizzette sono state "tagliate" con una ciotola grande per ottenere la classica "pizzetta da panificio", ottima per la merenda.

Ifood/ IFoodStyle

IFoodStyle speciale Pasqua: un’esplosione di delicatezza!

Sono di nuovo qui per sfogliare con voi le bellissime pagine di IfoodStyle, oramai è un appuntamento irrinunciabile e questo numero speciale è pieno di spunti, di freschezza, di colori tenui e delicatissimi; l’offerta di proposte è vastissima perchè la Pasqua non è solo uova o agnello (ecco, quest’ultimo lo voglio vedere solo vivo nei pascoli) e nemmeno è fatta di pranzi immensi dalle portate pesanti… in questo numero c’è anche tanta verdura che con il suo color verde ci fa sentire tutta la primavera, ci fa annusare il profumo dei fiori, ci fa respirare la stagione più bella dell’anno!

Godetevi anche questo numero, prendete spunto e magari organizziamo un pic-nic in pieno IfoodStyle 🙂

 

CONSIGLIA Foresta di alberi innevati

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