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agosto 2016

#bioimpronta Fior di Loto/ Ifood

#bioimpronta “Fior di Loto”

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Al rientro dalle vacanze ho avuto la gioia di trovare un magnifico pacco ad attendermi, speditomi da Fior di Loto, azienda torinese che dal 1972 propone una gamma di prodotti interamente orientati verso un’alimentazione biologica, sana e in armonia con la natura.
Il progetto attualmente è stato affidato a cinquanta bloggers proprio al fine di diffondere ed incoraggiare uno stile di vita sano e nel pieno rispetto di questa madre terra che ogni giorno sta subendo angherie e una profonda mancanza di rispetto da parte dell’uomo, il quale ancora non ha compreso che è l’unica cosa bella che tutti abbiamo in comune.
Gli accorgimenti da adottare, che talora potrebbero sembrare banali, sono molti e niente affatto scontati, quindi vogliamo parlarne un po’ insieme? A me fa piacere poiché si tratta di piccoli gesti che possono diventare abitudinari e che, alla fine, non solo fanno risparmiare moltissimo, ma sono gratificanti perché portano a comprendere il valore delle cose, a godere anche delle piccole soddisfazioni e certamente ad avere una vita migliore.

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Consumare prodotti di stagione e, se possibile e compatibilmente con la zona di residenza, a chilometri zero.
Mi rendo conto che il discorso dei chilometri zero non sempre è facilmente applicabile poiché non in tutte le zone del proprio paese l’agricoltura è sviluppata, come può non esserci il mare e quindi l’attività di pesca è inesistente, ma con un po’ di attenzione nulla è impossibile. Sicuramente però la stagionalità è applicabile da chiunque: che c’è di meglio del portare in tavola i prodotti di stagione? Già così rischiamo di acquistare dei vegetali che hanno soggiornato a lungo nelle celle frigorifere, privandoli così del sapore dei nutrienti che solo il sole e la terra possono donare loro, cerchiamo almeno di limitare i danni!
Se avete un pezzettino di terra o un balcone, perché non coltivarne una parte? Sicuramente gli aromi crescono bene e richiedono poco spazio, ma è possibile anche osare un po’ di più: io ho ottenuto un’ottima produzione di lattuga, di rucola, qualche pomodorino e dei peperoncini… provate in base alla vostra latitudine e alle vostre condizioni di sole-ombra cosa può crescere meglio.
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Non sprecare! Mai.
Per me questo è una condizione irrinunciabile: non si spreca nulla, ne l’acqua, né il cibo, tanto meno il riscaldamento durante l’inverno; non si spreca innanzitutto perché è una questione di rispetto nei confronti di chi non ha le nostre possibilità, ma anche per rispetto verso l’ambiente e verso noi stessi, non si spreca in quanto nulla è scontato.
E soprattutto, sin da bambina, mi è stato insegnato che non si butta il pane. Mai. Perché è il simbolo del nutrimento, perché è ciò che più ci lega alla terra: il grano e l’acqua, il cibo più primitivo. Perché il pane si può riciclare: ci si possono fare la pizza dei poveri, la bruschetta, la panzanella, la torta di pane, il panbagnato, l’acquasale, il pangrattato, lo si può congelare, lo si può utilizzare anche nei pasti per il cagnolino di casa al posto di costose e insane crocchette, quindi piano piano posterò varie idee di riutilizzo che quotidianamente metto in pratica.
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Fare la spesa lasciando la macchina a casa.
Non sempre è possibile in quanto chi lavora a tempo pieno ha bisogno di una grossa spesa mensile, ma per i piccoli acquisti quotidiani chi vive in pianura può usare la bicicletta; io vivo in una città piena di salite però utilizzo il carrellino così in un sol colpo faccio la spesa e la passeggiata con le cagnette di famiglia.
Inoltre portare sempre le sportine da casa evitando di acquistare quelle oscenità del supermercato che dopo pochi metri si rompono producendo solo inutile spazzatura.
Seguire la dieta mediterranea.
La nostra alimentazione è invidiata in tutto il mondo poiché è sana, gustosa ed equilibrata: abbiamo un mare meraviglioso, al sud l’ortofrutta è uno spettacolo, abbiamo un latte favoloso e dei formaggi ineguagliabili… sfruttiamo tutto ciò, possibilmente acquistando direttamente dal produttore in modo da aiutare la piccola impresa locale ed eliminare la conservazione massiccia che rovina la qualità.
Riciclare, riciclare, riciclare!
Producendo molte conserve in casa riciclo tutti i vasetti che trovo: per poterli riutilizzare senza rischi di botulino spesso conservo tutto in un grande congelatore, in cantina, in maniera tale da evitare delle sterilizzazioni pericolose se mal riuscite. Invaso con il normale sottovuoto solo confetture e marmellate poiché con i prodotti zuccherini ho più dimestichezza e ciò significa anche che produco in autonomia molte conserve oltre alla pasta e a tutti i prodotti da forno.
Utilizzare alcuni piccoli stratagemmi… come la cottura in lavastoviglie!
Sì, non sto assolutamente scherzando, si possono cuocere alcuni alimenti nella lavastoviglie combinando i vantaggi di una cottura lenta con l’utilizzo contemporaneo di uno strumento che permette di risparmiare tempo ed acqua, ma visto che il consumo energetico è innegabile tanto vale sfruttarlo appieno… e io ci ho provato con un ottimo risultato!
Autoproduzione ovunque sia possibile.
La consiglio vivamente, sia per quanto concerne i detergenti che i prodotti cosmetici, almeno nei confronti di chi se la sente di iniziare quest’avventura da piccolo chimico: c’è un po’ da imparare, ma la soddisfazione è impagabile!
Qui alcuni piccolissimi esempi:
Questi sono alcuni esempi dei piccoli accorgimenti che possono diventare dei grandi passi per tutti noi se ci uniamo poiché solo uniti si può arrivare ovunque!
Ci sentiamo nei prossimi post per portare avanti questo progetto? Penso che una ditta che finalmente produce prodotti da forno privi di olio di palma, mio nemico giurato da sempre, meriti davvero una massiccia campagna a favore della loro ideologia di vita!

 

Viaggi

Puglia: una perla tra cielo e mare…

Vieste, un incanto!

Vieste, un incanto!

E’ la quinta volta che visito questa meravigliosa terra, ma sino ad oggi mi ero sempre diretta in Salento, quindi dopo aver scartato moltissime idee proposte da mio marito, il quale è sempre in difficoltà quando si sente chiedere di programmare una vacanza che contempli dei soggiorni al mare, abbiamo optato per il Gargano: la sua idea era di fare una capatina toccata e fuga per poi risalire lungo la costa adriatica con delle tappe intermedie, ma si sa che quando sento parlare di atmosfere mediterranee io raramente cedo, quindi gli ho letteralmente depennato le suddette tappe a favore di una permanenza più lunga in Puglia.

In realtà i giorni comunque erano pochi per poter visitare tutto ciò che avrei voluto vedere, specie considerando i due giorni di viaggio partendo in camper da Trieste: la volta scorsa facemmo una tirata unica, ma arrivammo morti di stanchezza e sinceramente iniziare già stressati così non avrebbe avuto senso, quindi abbiamo fatto il primo pernottamento a Loreto, con annessa visita al santuario e ripartenza, il mattino seguente, alla volta di Manfredonia.

I pescherecci a Manfredonia

I pescherecci a Manfredonia

Il centro di Manfredonia è carino, ordinato e pulito, mentre la spiaggia del campeggio non era proprio il massimo, anche se devo ammettere che siamo arrivati con il maltempo ed un vento fortissimo, non l’ideale per riposare sulla sabbia (che io già detesto di mio), mentre le tappe migliori sono state sicuramente Vieste, Peschici e le Isole Tremiti.

Panoramica dal castello di Vieste (adibito a zona militare interdetta)

Panoramica dal castello di Vieste (adibito a zona militare interdetta)

Vieste ha un centro storico che è una meraviglia, ci siamo stati nel tardo pomeriggio per poter scattare un po’ di foto senza la ressa serale, ma quando le luci hanno iniziato ad accendersi è cominciata la magia, resa unica da una meravigliosa cena vista mare in occasione del quindicesimo compleanno di nostro figlio; penso sia il centro più bello tra quelli che abbiamo avuto modo di visitare, nonostante anche Peschici abbia avuto il suo perché! Il momento più bello è stato quando abbiamo raggiunto i trabucchi e la scogliera posta alla punta estrema del paese, proprio di fronte al faro: amo moltissimo le scogliere, il mare deserto con il vento che ti soffia sul viso, ho una passione per i fari e su quel lembo solitario di terra c’eravamo solo noi ed un pescatore… poesia pura!

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Peschici è stata piacevole grazie al soggiorno presso l’area di sosta del signor Dattoli, un simpaticissimo vecchietto d’altri tempi che comandava a bacchetta tutti coloro i quali tentavano di parcheggiare e che dovevano sottostare ai suoi ordini imperiosi su come sistemare il camper… una sagoma! In compenso ci siamo ritrovati parcheggiati sotto un limone ed un ulivo… un profumo intensissimo e favoloso come gli agrumi che ci sono stati regalati! La costa aveva l’acqua più cristallina delle precedenti e la curiosità maggiore l’ho trovata grazie ad una porta posta a lato della spiaggia e dalla quale si accedeva ad un orto immenso, interamente coltivato nella sabbia, e ricco della verdura più bella che io abbia mai visto: ci hanno trattato benissimo e siamo tornati al camper stracarichi di ortaggi appena colti e profumatissimi.

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Le Isole Tremiti sono un’esperienza da vivere assolutamente poiché rappresentano l’amore per il mare allo stato più puro e vivo, dall’imbarco sul traghetto al giro delle isole in barcone: l’idea era di partire da Rodi Garganico ma a seguito di un disaccordo tra la società dei traghetti ed il porto in merito al dragaggio del fondale mancava il trasporto per tutta la stagione, ragione per cui siamo partiti da Capojale, vicino a Torre Mileto, godendoci quarantacinque minuti di navigazione nel mare più cristallino che c’è sino all’Isola di San Nicola, dalla quale poi abbiamo fatto il giro delle isole in barcone, insinuandoci in grotte e calette meravigliose! Ho avuto quindi l’occasione di ammirare Capraia dal mare, bellissima oasi naturale protetta e sede del carcere, nonché tutte le isole minori, incontaminate e con un mare che virava dal turchese al verde cristallino.

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Bellissima è stata l’esperienza di potersi tuffare dal barcone al largo di Capraia per ammirare la statua sommersa di Padre Pio: in quel punto il fondale è molto profondo ma l’acqua è talmente pura da permetterne la visione con una semplice maschera anche dalla superficie, nonostante i tredici metri di profondità.

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Mi è dispiaciuto vedere San Nicola così trascurata e sporca perché sicuramente ha un fascino ed una potenzialità non di poco conto, nonostante sia rimasta stupita piacevolmente dell’immensa pulizia dei centri che ho avuto modo di visitare, nonché dalla gentilezza e dall’onestà che ho incontrato negli abitanti del luogo e questa è una frecciata diretta a tutti i nordici che detestano il sud: è vero che alcune zone sono caotiche e disorganizzate, alcune anche sporche, ma è anche vero che se avessi lasciato in spiaggia la sacca non mi sarebbe stato sottratto nulla, mentre nella mia città non ti saresti ritrovato nemmeno il telo!

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E poi, la cosa per me più bella di tutte, è stata la frutta! Finalmente ho mangiato della frutta maturata sull’albero e non quelle schifezze che vendono quassù al nord e che vengono raccolte acerbe e lasciate giorni nei frigoriferi, a discapito completo della qualità: questa era frutta dal sapore e dal profumo unici ed inimitabili, un vero regalo della natura, un prodotto meraviglioso che non ti faceva nemmeno venire quell’insana voglia di dolci perché già il suo sapore zuccherino soddisfava il palato… penso sia la cosa che più rimpiangerò poiché un mare pulito e bellissimo ce l’ho comunque sotto casa, i taralli e le friselle si possono cuocere da sè senza difficoltà, ma la frutta qui fa schifo anche se cerchi di usarla per un gelato o per farci la macedonia, non c’è nulla da fare!

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Ho mangiato bene, molto bene, anche se cucinavo da me in camper, ma sempre con i prodotti locali e che c’è di meglio di una frisella condita con dell’olio buono (e quello prodotto dal signor Dattoli ve lo raccomando con tutto il cuore poiché già il colore è uno spettacolo), dei pomodori maturati al sole del sud e una spruzzata di origano profumatissimo? Nessun piatto da gourmet potrà mai eguagliare i prodotti della nostra terra…

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Questo viaggio mi ha portato un profondo senso di benessere psico-fisico, mi ha regalato molta serenità ed incredibilmente alla fine è stato apprezzata anche dal marito riottoso, ma soprattutto mi ha dato molti spunti in cucina e piano piano vi farò assaggiare idealmente i risultati.

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Per ora lascio la parola alle foto e riprenderemo il discorso del viaggio di ritorno e delle tappe intermedie, con delle visite altrettanto interessanti, tra qualche giorno!

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I faraglioni di Vieste in notturna

I faraglioni di Vieste in notturna

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CONSIGLIA Torta di mais

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