Monthly Archives:

marzo 2016

Dolci e desserts/ Ifood/ Un po' del mio mondo

La mia fluffosa all’arancia per il primo compleanno di Ifood

IMG_5538

Quando ho iniziato a scrivere su queste pagine non avevo ben chiaro dove sarei andata a parare vista la mia naturale reticenza nell’aprirmi agli altri, la mia riservatezza, la mia timidezza che spesso mi blocca in situazioni inamovibili.

Però alla fine mi sono trovata a chiacchierare con molte di voi, ad aprirmi in tranquillità come non mai, senza timori nè tremarelle inutili: quindi iniziamo a spiegare le cose per bene che è meglio.

Io sono figlia unica di due genitori anziani, almeno per l’epoca in cui sono nata, per giunta figlia femmina, estremamente controllata al fine di plasmare una bimba a propria immagine e somiglianza: ero la classica brava figliola da esibire perchè “non mi ha mai dato un problema” mentre in realtà dentro di me soffrivo come un cane in quanto crescevo insicura e in totale solitudine. Mi hanno dato tanto, tantissimo amore, ma sempre tenendomi sotto una campana di vetro, vietandomi qualsiasi esperienza che mi potesse anche minimamente allontanare da loro, magari facendo crescere dentro di me qualche possibile istinto di ribellione.

Mi hanno aspramente disapprovata ogni qualvolta tentavo di seguire la mia natura riprendendomi se usavo la mano sinistra anzichè la destra perchè mi sarei discostata dalla normalità, mi hanno fatta vestire come loro credevano, preferibilmente di rosa (puahhhh), vietandomi jeans e scarpe da ginnastica: le prime che sono riuscita ad ottenere erano rosa e non aggiungo altro! E le liti per avere le prime lenti a contatto? Potrei scriverci un libro…

Non è un post di critica il mio , ma solo una riflessione del perchè io abbia sviluppato una tale insicurezza da cercare sempre rifugio in rapporti sbagliati che mi facevano unicamente stare peggio, una riflessione sul fatto che delle volte i nostri genitori ci amano come sono in grado di fare e che mettono il massimo del loro impegno, anche se talora combinano dei gran pasticci! Non è un post di critica anche perchè grazie ai loro errori oggi per mio figlio sono una madre abbastanza equilibrata (e parecchio easy…) quindi alla fine ho appreso qualcosa che mi è tornato utile 🙂 … ho capito che la libertà dell’individuo è il bene più prezioso e che per mio figlio desidero solo la sua felicità, anche se ciò si discosta dal mio modo di vedere le cose. E non è poco.

Il mio essere me stessa è iniziato nel momento in cui ho preteso la possibilità di conseguire la patente (orrore, una donna che guida… e pure bene!) e con la mia ribellione verso mio padre che mi voleva apprendista parrucchiera e sposata ad un bravo operaio: non solo ho ottenuto la possibilità di diplomarmi (purtroppo a patto che la scuola la scegliessero loro), ma ad un certo punto della mia vita ho turbato l’idillio familiare iscrivendomi all’università (mantenendomi da sola, ci mancherebbe) e trovando pace solo a laurea conseguita e dimostrando loro le mie capacità grazie al master che ho voluto frequentare a completamento della mia formazione.

Questo è un breve riassunto della mia vita, non come l’avrei voluta anche se meglio di tante altre, ma voglio arrivare alla conclusione che anche sputando sangue e ingoiando lacrime si può arrivare a qualcosa e che uno degli obiettivi che ho conseguito grazie alla mia caparbietà è stato l’ingresso in questo meraviglioso mondo di Ifood (e se mi chiedete quale vantaggi concreti io ne abbia tratto potrò solo dirvi: nessuno, tranne la mia soddisfazione personale… e mica è poco!).

Oggi non solo ho vinto le mie battaglie ma ricorre il nostro compleanno, il nostro primo momento di entusiasmo unito a volare fino alle stelle perchè, soprattutto grazie a chi ha avuto la possibilità di fare da portavoce più di altri, ma in prima battuta grazie ad una comunione di anime e di intenti, abbiamo realizzato degli obiettivi che mai avrei pensato si potessero raggiungere in un anno di vita insieme. Ciò grazie ad un gruppo prevalentemente femminile costituito da persone con grandi passioni, lontane centinaia di chilometri l’una dall’altra, ma che hanno unito i loro cuori con grande generosità per crescere tutte insieme!

Buon compleanno Ifood!

ifood bday

Ovviamente lo voglio festeggiare con il nostro simbolo: la Fluffosa (alias Angel-cake o Chiffon-cake).

IMG_5540

La ricetta è quella di Monica, pur avendo ridotto le dosi.

Ingredienti per la torta (per uno stampo da cm.17,5):

  • 150 g. di zucchero
  • 140 g. di farina 00
  • 4 uova (io ne ho usate 5 perchè erano molto piccole)
  • 105 g. di spremuta di arancia
  • scorza di un’arancia non trattata
  • 60 g. di olio di semi
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 bustina di cremor tartaro
  • 1 pizzico di sale
  • 1 baccello di vaniglia

Ingredienti per lo sciroppo (a me ne è avanzato tanto, quindi riducete almeno l’acqua):

  • 3 cucchiai di zucchero semolato
  • la spremuta di un’arancia filtrata
  • 200 ml. di acqua
  • più 250 ml. di panna da montare per la copertura e qualche fettina di arancia  per decorare

Procedimento:

Separare i tuorli dagli albumi montando questi ultimi a neve ferma con un pizzico di sale e metterli da parte in un’altra ciotola versare la farina, i tuorli, l’olio, il succo d’arancia, lo zucchero, la scorza grattugiata e i semi di vaniglia, sbattendo bene il tutto in maniera tale che incorpori aria, poi aggiungere il lievito e il cremor tartaro amalgamando bene. A questo punto aggiungere gli albumi mescolando con una spatola, facendo in modo che l’impasto non smonti.

Versare tutto nello stampo da angel cake senza imburrare assolutamente: deve assolutamente attaccare un po’!

Cuocere in forno a 165°C. per 55 minuti e successivamente a  175 per ulteriori 10; estrarre lo stampo e capovolgere sugli appositi piedini senza girare sino a completo raffreddamento.

A questo punto procedere con la preparazione dello sciroppo, utilizzando un pentolino e mescolando continuamente a fuoco lento: andrà versato tutto sulla torta (magari aiutandovi con un pennello) perchè comunque sarà completamente assorbito.

A raffreddamento avvenuto decorare con la panna montata e con qualche fettina di arancia.

 IMG_5541IMG_5546

IMG_5544

Dolci e desserts

Torta cioccolatosa al latte caldo con camy cream per un secondo compleanno

IMG_5498

Alla fine mio marito il compleanno lo festeggia due volte perché quando tra famiglie di origine non si va d’accordo è l’unica strada per la serenità di tutti, quindi dopo averlo tormentato per giorni senza riuscire a fargli capire che una torta non si organizza con soli cinque minuti di anticipo… finalmente ha organizzato le visite parentali e io mi sono tolta un problema!

E’ passato qualche anno dal momento in cui , dopo aver ingoiato molte mancanze di tatto e parecchie umiliazioni, mi sono stancata di abbassare sempre il capo, cosa a me non congeniale visto il mio carattere molto forte e dominante, e ho fatto saltare tutti i rapporti, complice l’ennesima palata di fango addosso; non ne sono affatto pentita e avrei dovuto farlo molto prima, ma per amore di mio marito ho tenuto duro (o saltavano loro o saltava il matrimonio). Adesso i rapporti sono un po’ più distesi poichè alcuni membri della sua famiglia hanno fatto un primo passo dimostrando una certa dose di umiltà e di buona volontà, tuttavia io continuo a vivere la mia vita finchè anche l’ultimo di coloro i quali mi hanno ferita non sarà in ginocchio… e se ciò non avverrà mai andrà bene ugualmente poichè sono felice e serena anche in compagnia di me stessa. Ciò però quest’anno non mi ha impedito di omaggiare mio marito e la sua famiglia di una torta uscita dalle mie mani: un piccolo segno di collaborazione nonostante tutto.

L’idea iniziale era di cuocere una angel cake, la nostra mitica fluffosa (Bloggalline docet), tuttavia sarebbe risultata troppo alta per un trasporto sicuro (ce li vedete marito e figlio con una torta in perfetto equilibrio che arrivi sana a destinazione? Io no. Appunto 🙂 ), quindi serviva qualcosa di semplice dopo il lavoraccio della Sachertorte. Proviamo con questa accoppiata di delizie spesso proposte da molte amiche bloggers? Non rammento quante e quali proposte io abbia visto sino ad oggi, posso solo dire che erano tutte splendide, ma un grazie particolare lo devo ad Enrica, la cui ricetta avevo appuntato mesi fa e che oggi ho avuto modo di sperimentare.

Ingredienti per la torta:

3 uova 170 g. di zucchero

60 g. di burro

120 ml. di latte intero

140 g. di farina

30 g. di cacao amaro

una bustina di lievito per dolci

farina di cocco e scaglie di cioccolato per la farcitura

Procedimento:

Montare le uova intere con le fruste elettriche o la planetaria con un pizzico di sale e con lo zucchero sino ad ottenere un composto spumoso, con molta pazienza poiché le uova devono incorporare aria, quindi procedere pure per circa cinque minuti.

Incorporare la farina setacciata con il cacao e il lievito, utilizzando una spatola  e con movimenti dal basso verso l’alto; nel frattempo riscaldare il latte con il burro senza farlo bollire e unendolo successivamente all’impasto utilizzando una frusta e versando il latte a filo, mescolando poi delicatamente con la spatola  e sempre con movimenti dal basso verso l’altro per non smontare il composto.

Imburrare ed infarinare uno stampo di diametro da 20 cm., versarvi il composto e far cuocere in forno preriscaldato, statico, a 170°c. per circa 35-40 minuti, facendo la consueta prova stecchino prima di toglierlo dal forno.

Lasciar raffreddare la torta e nel frattempo procedere con la camy cream.

Ingredienti per la camy cream:

500 g. di mascarpone

250 g. di panna fresca non vegetale

un tubetto di latte condensato (170 g.)

Preparazione:

Montare la panna molto fredda con le fruste e rimetterla nel frigorifero; montare con le stesse fruste il mascarpone con l’aggiunta, a filo, di latte condensato, finchè il composto sarà sodo. A questo punto aggiungere la panna con movimenti lenti e dal basso verso l’alto per non smontare il tutto.

IMG_5495-001

Assemblaggio:

Tagliare in tre sezioni orizzontali la torta oramai ben raffreddata e farcire le basi con la camy cream, aiutandosi con una sac à poche, eventualmente farcendo con una manciata di scaglie di cioccolato, ciò per tutti gli strati interni, mentre l’esterno andrà spalmato di sola camy cream e spolverizzato con la farina di cocco per rifinire il tutto.

Con poco si otterrà una torta di tutto rispetto senza grossa fatica né ingredienti impegnativi, visto che la torta al latte è talmente morbida ed umida da consentire una farcitura immediata senza l’utilizzo di alcuna bagna.

IMG_5493

Nota:

queste dosi sono indicate per uno stampo da 20 cm, che io non avevo, pertanto ho dovuto usarne uno da 24, rinunciando ad un risultato più sviluppato in altezza e quindi ho tagliato la torta in due sole sezioni.

IMG_5490

 

PS: per l’ottima riuscita della torta sono stata ringraziata con un video a mezzo Whats App… chi l’avrebbe detto? 😉

 

Dolci e desserts

Una Sacher Torte per un uomo speciale (e santo subito)

IMG_5520-001

A te che appena mi hai vista non ti sei più voluto allontanare, a te che mi hai voluta a tutti i costi, senza se e senza ma, a te che sei andato contro il mondo intero pur di avermi al tuo fianco, a te che hai sopportato ed esaudito ogni mio desiderio, a te che ogni giorno lo trasformi in una scoperta, che riesci a stupirmi in ogni istante, che ti metti a ridere anche se ti mando a quel paese perchè lo sai che comunque faccio le cose di testa mia e continuo a ripeterti che quello che mi può dare degli ordini deve ancora nascere.

A te che mi hai sempre sostenuta, nelle difficoltà fisiche, economiche e morali, a te che dopo turni di lavoro massacranti la sera lavavi i pavimenti mentre io facevo crescere dentro di me il nostro bimbo senza potermi reggere in piedi, a te che sei stato un super papà mentre io durante la notte preparavo gli ultimi esami, a te che nei periodi economicamente più bui hai fatto l’impossibile per noi, a te che sei talmente aperto e tollerante da ascoltare i miei sproloqui ideologici pur collocandoti agli antipodi rispetto al mio pensiero costantemente anticlericale.

A te che sopporti i miei malumori, il mio pessimo carattere e il tenerti testa in ogni discussione, il mio impormi senza mai mollare anche dinanzi all’evidenza, a te che continui a brontolare perchè lascio il frigorifero aperto, a te che apri le finestre mentre io le chiudo infilandomi sotto una montagna di coperte, a te che alzi il volume dello stereo mentre io lo abbasso infastidita, a te che guardi film demenziali mentre io guarderei solo pellicole d’autore, a te che sei così diverso da me perchè tanto lo so che ami i formaggi di malga mentre io vivrei di pecorini e ti strafogheresti di tutto il cioccolato che a me non piace 🙂

A te che piaccio tutta ciccia e che mi ostacoli la dieta in tutti i modi, a te che continui a gasarti solo per essere (leggermente 😉 ) più giovane di me, a te che di inglese non capisci una cippa e in vacanza mi mandi avanti ridendo della mia timidezza, a te che sei un gran chiacchierone ma che comprendi i miei silenzi, a te che sei un festaiolo eppure hai accettato di sposare una solitaria, a te che alla fine sei sempre orgoglioso di ciò che sono anche se mi chiami “cotechino” e che dopo diciotto anni volati in fretta ancora mi regali i fiori, a te… buon compleanno amore!

Con amore, gratitudine e con la tua torta preferita 🙂

IMG_5517

Ingredienti per la base:

6 uova

160 g. di zucchero

160 g. di burro

160 g. di farina

200 g. di cioccolato fondente

200 g. di confettura di albicocche

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito per dolci

Ingredienti per la glassa:

200 g. di cioccolato fondente

2 cucchiaini di zucchero a velo vanigliato

acqua q.b.

latte q.b. (a piacere)

Procedimento per la base:

In una boule sciogliere a bagnomaria il burro, il cioccolato fondente e metà dello zucchero; nel frattempo separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve ferma con un pizzico di sale, aggiungendo poi lo zucchero rimanente.

Quando la crema si sarà sciolta grazie al bagnomaria lasciarla a raffreddare senza che però solidifichi e, nel frattempo, sbattere grossolanamente i tuorli, che andranno incorporati alla crema raffreddata utilizzando lo sbattitore elettrico; a questo punto aggiungere gli albumi a neve utilizzando una spatola e mescolando, con molta delicatezza, dal basso verso l’alto.

Aggiungere anche la farina setacciata insieme al lievito, sempre mescolando con la spatola e versando poca farina per volta in maniera tale da amalgamare il tutto alla perfezione.

Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera da 24 cm, versarvi l’impasto e cuocere a 150°C., forno  statico, per un’ora e un quarto, controllando la cottura con la consueta prova stecchino.

A base raffreddata tagliarla a metà con un filo e spalmare l’interno con della confettura di albicocche (se è troppo densa riscaldatela con un goccio d’acqua, ma se vi becco a cambiarla con un altro gusto vi insulto in qualsiasi lingua vietata), spolverizzare con un po’ di cacao amaro e richiudere con il disco superiore, poi procedere con la glassatura.

Procedimento per la glassa:

Innanzitutto spalmare tutta la superficie della torta con dell’altra confettura (la minaccia vale ancora 🙂 ) e, a parte, sciogliete il cioccolato fondente con dell’acqua (io ho aggiunto anche un po’ di latte perchè aiuta a stemperare il fondente), ma sempre tenendo d’occhio la densità della glassa, per la quale purtroppo non c’è una regola che batta l’esperienza; appena la glassa sarà pronta aggiungervi due cucchiai di zucchero a velo setacciato.

A questo punto appoggiare la torta su una gratella appoggiata su di un piatto e iniziare la glassatura versando  piano il cioccolato e lavorando molto velocemente in quanto solidifica presto: è la fase peggiore, rassegnatevi, perchè il cioccolato colerà da tutte le parti 🙁

Soluzioni? Io non ne ho ancora trovate a parte lo sfogo di imprecare in aramaico… (infatti l’estetica lascia a desiderare, ma aspettate di addentarla 🙂 )

Ora lasciate raffreddare circa 45 minuti e poi godevi questa bomba calorica! Ovviamente con un bel ciuffo di panna montata… come da tradizione viennese 🙂 (Per i viennesi dell’epoca la torta risultava troppo asciutta e quindi la panna era d’obbligo per mandarla giù meglio…)

IMG_5513

Infatti (giusto per tediarvi con un po’ di storia):

Una delicatezza principesca
Vienna nell’anno 1832. La leggenda narra di Franz Sacher, giovane apprendista cuoco alla corte del Principe Metternich, che a causa dell’improvvisa malattia del capo cuoco dovette improvvisare un dessert speciale per alcuni ospiti di riguardo… Lui creò una delicata torta al cioccolato con la farcitura di marmellata di albicocche leggermente speziata e ricoperta con una ricca glassa di cioccolato. Il gradimento degli ospiti si rivelò stravolgente. In breve tempo il dolce, chiamato appunto Original Sacher-Torte, divenne famoso e richiesto in tutti i casati nobilari e alle feste dell’alta società europea. (Informazioni tratte dal web).

IMG_5519

A te uno dei brani più dolci ed intensi mai sentiti…

Letture

“L’eco lontana delle onde del nord” di Corina Bomann

Immagine tratta dal web

Immagine tratta dal web

In quel momento mi accorsi che dietro il rivestimento c’era qualcosa. Era un pezzetto di carta ripiegato più volte: una lettera, scritta con calligrafia convulsa. L’inchiostro era sbiadito, le macchie di umidità avevano cancellato alcune parole. Ebbi una fitta al cuore.

«Quella barca l’ha comprata un tizio della Germania Est» disse. «Ne è passato di tempo, qualche anno dopo la riunificazione.»
«Sì, ma ora è mia» gli spiegai, fingendo di non essermi accorta del lieve disprezzo con cui aveva pronunciato le parole “un tizio della Germania Est”.

Nuovamente ho scelto un libro in base all’ambientazione, grazie al mare che in me crea sempre un’attrazione magnetica, qualunque ne sia la latitudine: qui ci affacciamo sulle coste del Baltico e l’ambientazione si srotola tra Amburgo, Rügen e Sassnitz, luoghi meravigliosi della Germania del nord, di un fascino terribile, sferzati dai venti gelidi marini eppure in grado di regalare, durante la bella stagione, un sole inaspettato.

Qui incontriamo Annabel che, con la compagnia della dolcissima figlia Leonie, sta cercando di ricostruirsi una vita dopo un periodo lacerato dai dolori di un passato mai dimenticato e di un matrimonio fallito miseramente e proprio nel momento in cui mette nuove radici le cose sembrano cambiare completamente, iniziando a volgere per il meglio; il tutto parte dalla “Rosa delle tempeste”, imbarcazione male in arnese che nel corso della sua lunga vita è stata utilizzata quale peschereccio, quale dragamine ma, soprattutto, per aiutare nella fuga i tedeschi della DDR verso il benestante Ovest e verso la libertà.

Alla base della vita di Annabel c’è una storia ancora non chiarita legata agli eventi precedenti la caduta del muro e continuamente si imbatte in episodi ancorati alla situazione politica dell’epoca che ha segnato tutti coloro i quali rivestono una posizione significativa nel testo: da Christian, che diverrà suo socio in affari nell’acquisto dell’imbarcazione, al gestore di uno dei principali alberghi della zona, all’ex capitano della “Rosa delle tempeste”, tutti indissolubilmente legati alle violenze perpetrate dalla Stasi nell’epoca antecedente l’unificazione tedesca.

I tratti storici sono appena delineati, tuttavia nell’armonia di un romanzo scorrevole e arioso è chiaro l’atteggiamento repressivo e i relativi danni causati dall’operato del MfS (Ministerium für Staatssicherheit, comunemente conosciuto quale Stasi), a prescindere da valutazioni ideologiche o politicizzate che qui non trovano fortunatamente spazio: è un romanzo, fine a se stesso, ma che trova fondamento in ciò che ha veramente rappresentato per il popolo tedesco un periodo buio della storia e che magari il lettore può avere l’occasione di approfondire un po’ per propria cultura personale.

Colpisce come, tra le pagine, l’autrice abbia voluto evidenziare una sorta di emarginazione e di atteggiamento sprezzante, da parte degli abitanti tedeschi dell’ovest, rispetto a quelli dell’ex Germania filosovietica, quali fossero dei diversi, degli emarginati a causa della loro povertà.

In queste pagine c’è lo spazio per il riscatto, per un equilibrio ritrovato, per la volontà di rinascita, per il perdono, per la volontà di abbandonare il rancore a favore di una giustizia dei sentimenti pur senza dimenticare ciò che è stato e i torti subiti, le vite rovinate e perdute.

Ancora una volta ho scelto un romanzo dei sentimenti, senza un vuoto dietro ma con un’ambientazione ben precisa e radicata nella storia dei popoli, raccontata in modo non pesante ma efficace e situata in un contesto geografico affascinante, un’opera in cui alla fine la vera protagonista è la “Rosa delle tempeste”, ma in cui l’elemento umano è evidente nella prosa pacata narrante i sentimenti in maniera molto intima e privata pur nella loro devastante potenza.

 

CONSIGLIA Torta di mais

Send this to a friend