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gennaio 2016

Antipasti e stuzzichini/ Economiche/ Secondi

Di sogni e cucina veloce con i burgers al tonno

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Anche oggi è una giornata di nebbia intensissima, calda ma con l’umidità che ti penetra nell’anima, eppure io con la fantasia galoppo come al solito e immagino di trovarmi nell’atmosfera della campagna britannica, in una zona impervia, isolata, di vivere in un grande cottage e allora mi ritrovo ad organizzare i pasti e la vita di un’intera famiglia che vive al suo interno.

Mi vedo uscire nel freddo della campagna con jeans e galosce per strigliare i cavalli e nutrire le capre, non prima di aver ammollato nel cognac una bella quantità di canditi per preparare il pudding da mangiare la sera a cena, poi mi immagino a rientrare in casa carica di legna da buttare nel camino perchè il cottage è grande e si raffredda in breve tempo.

Nel pomeriggio preparo un the caldo da servire con gli scones e ci ritrova tutti davanti al camino per chiacchierare, lontani anni luce da cellulari ed internet, tanto in questa zona impervia di collegamenti non ce ne sono… di solito approfitto di questi momenti per sprofondare in un libro e vivere mille avventure che altrimenti mi sarebbero precluse.

Forse dovei mettere nero su bianco le storie che puntualmente mi invento e magari ne uscirebbe qualcosa di carino, certo è che la mia voglia di scrivere è sempre inversamente proporzionale rispetto al poco che parlo: sono taciturna e tranquilla, ma con una penna in mano nessuno mi ferma più! 🙂

Dopo tanti giorni di riposo forzato, pur non essendo ancora nel pieno della forma fisica, sono tornata in cucina con tanta voglia di sperimentare e di creare qualcosa di buono, quindi ho iniziato in maniera blanda con questi burgers di tonno, facili e di preparazione velocissima! Ancora non ce la faccio a stare delle ore in piedi, quindi se siete a corto di tempo fateli e avrete un pasto sfizioso o un antipasto carino in poco tempo.

Ingredienti:

200 g. di tonno sott’olio non sgocciolato

140 g. di pangrattato

1 o 2  cucchiai di olive verdi

4 filetti di acciuga sott’olio

2 cucchiaini di capperi

1 uovo

1/2 bicchiere di latte

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1/2 limone

Procedimento:

Amalgamare tutti gli ingredienti in un robot da cucina, tranne il limone che andrà spruzzato sui burgers cotti, poi formare delle palline da infornare a 180°C. per circa 20/25 minuti in modalità ventilata; a fine cottura accendere il grill per pochi minuti in maniera tale da avere la superficie un po’ dorata.

Volendo cuocerli sulla piastra sarà sufficiente schiacciarli un po’ tra mani e poi appoggiarli sulla piastra ben calda rigirandoli ogni tanto.

Servire accompagnandoli con un’insalata fresca condita con del limone, che andrà spremuto anche sui burgers.

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Letture

“Il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni

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Immagine tratta dal web

A differenza delle parole, gli odori arrivano dritti ai sensi delle persone. E’ l’olfatto il primo dei sensi in assoluto, perchè si annida negli oscuri recessi dell’anima primordiale e reagisce alle sollecitazioni secondo una serie di archetipi olfattivi nati con l’uomo. E’ emozione pura.

Dopo la lettura de “La custode del miele e delle api” sono ritornata sulle pagine della stessa autrice, incantata dalla sua delicatezza nel trattare i sentimenti e nel delineare il carattere dei personaggi, questa volta inizialmente con più fatica, probabilmente a causa delle condizioni fisiche non ancora ottimali che mi stanno costringendo ad un riposo forzato e che mi stanno innervosendo non poco.

Spesso ho trascorso ore in ascolto della mia musica preferita e rilassante come questa, ma alla fine mi sono rimessa in riga affrontando seriamente la lettura (per chi ancora  non mi conosce abbastanza, quando mi immergo nelle note non connetto più), che comunque nelle prime pagine, a parer mio, scorre in maniera confusa.

Attraversati i primi capitoli ci si ritrova in un romanzo bellissimo, scritto bene e con la consueta delicatezza che contraddistingue questa autrice, in un’atmosfera anomala in cui sono i profumi a condurci per mano in un mondo inesplorato fatto di aromi che si fondono con l’anima.

Le prime pagine partono da un antico laboratorio di Firenze, ma bel presto la storia si dipanerà lungo le strade di Parigi, nei vicoli del Marais, dove Elena, la protagonista, sarà finalmente in grado di riaprirsi alle emozioni, da troppo tempo sopite e volutamente ignorate, semplicemente seguendo un percorso olfattivo tra l’aroma delle rose, del neroli, del bergamotto e del vetiver, lasciando che pian piano il suo cuore si riscaldi tornando alla vita poichè, come per i profumi, l’aroma si sprigiona dando il meglio di sè solo quando il seme viene riscaldato….

Tra le pagine si legge spesso che i profumi costituiscono un sentiero e che solo percorrendolo si potrà arrivare alla piena consapevolezza di sè e di quello che per noi stessi è il profumo perfetto, si apprende che ogni sentimento ha un proprio odore, c’è l’aroma della rabbia, della paura, della felicità… ed Elena riesce a captare queste sfumature nelle persone che ha davanti e proprio grazie a questo dono riesce a comprendere al meglio i sentimenti altrui, ponendosi dinanzi chi la circonda con estrema gentilezza e sensibilità.

Mi ha attratta moltissimo l’argomento trattato poichè, come riportato nella frase di apertura (tratta dalle pagine del libro), i profumi entrano nei recessi dell’animo umano e spesso un aroma mi riporta all’infanzia con una puntualità che nessun altro ricordo può, con una prepotenza che ha dell’incredibile; è vero che il profumo è la prima memoria storica di un individuo, si stampa nella mente e non se ne va più, altrimenti non potrei ancora oggi associare il profumo dell’origano e della maggiorana al ricordo della mia nonna e dell’orto sotto il sole cocente dell’estate, quando l’aria era immobile e si sentiva solo il ronzio degli insetti all’ora di punta.

Posso dire onestamente che questa lunga disquisizione sulle qualità olfattive mi ha rapita in quanto da sempre incantata dagli olii essenziali, dall’aroma dei fiori, dalle profumazioni naturali e non di sintesi, dall’alchimia degli antichi laboratori e dalle relative lavorazioni artigianali, ma soprattutto questo è un bellissimo romanzo sulle insicurezze dell’animo umano e sulle capacità dell’individuo di affrontarle e di superarle.

Letture

“Il mare è sempre lì che ti guarda” di Emiliana Erriquez

Immagine tratta dal web

Immagine tratta dal web

Lo so, vi avevo promesso un ritorno in cucina dopo il primo post dell’anno, ma non posso farcela a causa di un mal di schiena intenso ed acutissimo che non mi dà tregua da quasi una settimana: sono bloccata sul divano e non riesco nemmeno a sollevarmi, neanche a preparare un piatto di pasta e tutto il lavoro di casa tocca ai miei uomini.

In compenso sto dando fondo alla marea di libri presenti sul Kindle, che lavora come un somarello da una giornata all’altra, pertanto ho pensato di stare un po’ con voi almeno nell’angolino della lettura… forse ce la faccio  a farvi una tazza di the, ma i biscottini li portate voi, vero?

Come spesso mi accade sono sono stata attirata dalla presenza del mare nel titolo e chi mi conosce oramai lo sa quanto io abbia il mare nel cuore e di come l’acqua mi attiri sempre in qualsiasi contesto, ma alla fine il libro non ha tradito le mie aspettative, ad iniziare dallo splendido panorama di Ostuni, la città bianca che fa da sfondo alla vita di Barbara e Chiara, amiche dall’età di sei anni e che insieme vivono tutta l’infanzia e l’adolescenza, per arrivare insieme all’età adulta nel corso della quale inizieranno gli scossoni emotivi a seguito di rapporti sentimentali sbagliati.

Dopo molti mesi le due amiche si ritroveranno e analizzeranno insieme gli errori commessi, con la promessa di non separarsi mai  più e da questo punto di snoderanno tutti i dolori della vita coniugale di Barbara, il rapporto incantevole di Chiara con il proprio compagno, la nascita del frutto del loro amore, l’immenso dolore che alla fine interromperà il rapporto tra le due amiche, ma non la loro amicizia immortale.

E’ un libro sull’amicizia, quella squisitamente femminile tanto rara da trovare, lontana anni luce da invidie e meschinità, l’amicizia tra due persone che si sviluppa negli anni, trovandole prima bambine, poi adolescenti ed infine donne, con tutti i loro drammi mentre il mare è sempre lì immobile ad osservarle…

A tratti graffiante e doloroso, spesso provoca un groppo che si ferma in gola, ma scritto in maniera molto scorrevole seppur privo di raffinate figure retoriche quali metafore o iperboli che possono allietare romanzi più sofisticati, eppure entra nell’anima, lo si divora in un fiato e si corre fino alla fine, quando ci si ritrova con una lacrima ancora che scorre sul viso e gli occhi gonfi di pianto dinanzi all’ultimo dono, preziosissimo, lasciato da Chiara a Barbara.

Un po' del mio mondo

La bellezza delle piccole cose

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Prima di riaprire la cucina a nuove possibilità ritorno con le mie foto perché rappresentano i momenti di libertà che ho vissuto: vi ho lasciati in riva al mare e ritorno prendendovi per mano per accompagnarvi in mezzo al bosco a passeggiare nella neve.

Questi sono gli scatti del mio capodanno da eremita, trascorso in compagnia della mia famiglia e di tre amici tranquilli come noi, lontani anni luce da botti e festeggiamenti, nel silenzio ovattato della neve che scendeva lentamente ammantando tutto di un candore che al buio della notte scintillava.

E’ stato meraviglioso svegliarsi il mattino e poter passeggiare con passo felpato, lasciando le orme sul bianco immacolato, ammirando i boschi finalmente soffici come la panna, mentre le nostre amiche a quattro zampe si rincorrevano giocando come bambine.

Questa è la bellezza delle piccole cose, della semplicità di un festeggiamento fatto solo di anime belle, con pochi soldi ed un piatto di pasta che ci ha regalato un cenone da magia pura: noi, l’affetto che ci ha uniti e la natura incontaminata 🙂

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Fusine in Valromana (UD)

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Per Polly, da quando è stata adottata, ogni esperienza è un momento di gioia!

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La principessa Bubu disdegna le zampette bagnate….

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I ghiacciolini sul camper rendono l’idea?

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CONSIGLIA Foresta di alberi innevati

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