Monthly Archives:

ottobre 2013

Carne

Il profumo del ritorno a casa

2013-10-08 15.06.16

Dopo tante giornate calde e umide, climaticamente fuori stagione, finalmente a Trieste si è sollevata la prima bora, ancora molto modesta, ma il cielo ne ha beneficiato diventando  terso e soleggiato, il termometro ha iniziato a scendere e a segnare i primi cenni di vero autunno, i marciapiedi hanno iniziato a coprirsi delle prime foglie gialle e ad assumere la connotazione paesaggistica più consona alla stagione entrante.

Il cambio dell’ora, che detesto da sempre e che trovo inutile,  non fa che accelerare il mio naturale stato letargico invernale, mi intorpidisce il corpo, mi fa sentire freddo anche se ancora il termometro mi smentisce, perchè in questa città le giornate veramente fredde sono ben altra cosa,  sono quelle che ti mozzano il fiato, che non ti fanno sentire più le dita nonostante l’uso dei guanti, sono quelle in cui la bora ti entra ovunque, penetrandoti lungo il collo e gelandoti la schiena, facendoti lacrimare gli occhi, anestetizzandoti la punta del naso e delle orecchie.

Però, nonostante il clima ancora mite, sono rientrata tardi dal lavoro, stanca, stremata, nervosa e irritabile dopo aver combattuto per ore con persone arrabbiate, scontente, mortificate, con persone disperate che hanno perso il lavoro, che non mettono insieme il pranzo con la cena… sono rincasata con il freddo dentro, con un disperato bisogno di una doccia bollente e di un pasto confortevole, uno di quei pasti invernali semplici, ma ricchi di calore familiare, quelli che ti fanno apprezzare il fatto di essere rincasato e di non uscire più sino all’indomani.

Non volevo cuocere il solito arrosto, ma qualcosa che avesse un sapore un po’ diverso, che potesse comunque piacere a tutta la famiglia, niente di eccessivo, ma che avesse un tocco particolare, e allora ho provato a utilizzare un bel pezzo di spalla di maiale, acquistato in offerta il giorno prima, sul quale ho spalmato una generosa dose di senape saporita, acquistata in Slovenia e un po’ più forte di quella classica che si trova nei più comuni supermercati, forse più simile ad una senape rustica. Prima di ciò ho insaporito la carne inserendo nelle fessure praticate con il coltello delle foglie di alloro freschissime, qualche rametto di rosmarino appena colto, alcune bacche di ginepro e del sale aromatizzato,

Nel frattempo ho imbiondito nell’olio evo abbondante cipolla e vi ho rosolato il pezzo di arrosto, in modo da conservare all’interno della carne tutti gli umori, per poi trasferire il tutto in una pirofila da forno, aggiungervi quattro mele pelate e tagliate a cubetti e bagnare con abbondante vino rosso prima di infornare per circa un’ora (a forno ventilato).

Il mio forno è ancora nuovissimo, quindi i tempi sono in fase di sperimentazione: cuocete secondo i vostri tempi abituali e verificate spesso il grado di cottura… posso solo assicurare che il risultato è davvero gradevole, con una punta di piccantezza grazie alla presenza della senape e con la dolcezza delle mele, che sgrassano al punto giunto la carne di maiale, il tutto amalgamato con l’incredibile profumo di alloro, rosmarino e  ginepro!

PS: la foto fa pena, lo so…. ma ho preso l’ultima luce del giorno…

Ingredienti:

1700 g. spalla di maiale

4 mele

senape

1 cipolla grossa

rosmarino

alloro

vino rosso

bacche di ginepro

sale aromatizzato

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Bimby/ Conserve/ Dolci e desserts

La coccola della domenica: crema gianduia e Rinascimento…

2013-10-27 10.43.23

Domenica mattina, una domenica di autunno, nebbiosa, uggiosa, pigra, con la consapevolezza di trascorrerla in casa ad arrabbiarmi con mio figlio che non si applica nello studio per la verifica di domani, una domenica sui libri di storia, il giusto contrappasso per me che ho sempre amato la matematica e detestato la storia, per me che vivevo di riassunti ed espedienti pur di non soffrirci troppo….

Sbraito, mi arrabbio, lo incito a studiare, gli spiego anche in aramaico che se non studia la sufficienza non gliela regala nessuno, mi trovo alle prese con un  programma che copre un periodo pauroso, si va dal Sacro Romano Impero alla storia della nostra città, alla recente gita a Ferrara, all’Umanesimo e al Rinascimento… e meno male, almeno ho a che fare con i miei amati pittori rinascimentali, un filo di sopravvivenza grazie al Brunelleschi, a Michelangelo e a Raffaello.

E’ dura una domenica così, un elenco di date da paura da memorizzare, mi chiedo come si possano imparare tutte e a cosa possa servire saperle con tale precisione maniacale, poi c’è il salto sull’attualità, dalla Giornata della Memoria, a quella del Ricordo, della Liberazione… non è per me, non c’è nulla da fare, datemi piuttosto cinquanta equazioni, sessanta espressioni, settanta calcoli trigonometrici, ma la storia proprio non la digerisco…. mi serve un momento di dolcezza, ho bisogno di esagerare e di interrompere la dieta almeno per mezza giornata, e allora, mentre il pane cuoce nel forno e inonda la casa di profumo, preparo questa simil-Nutella home made, dopo il cui assaggio  mio figlio inizia ad abbandonare l’idea di diventare ingegnere per dedicarsi alla carriera di cuoco!

Anche questa volta ho voluto provare la ricetta Bimby, ma all’unico scopo di non sporcare troppe stoviglie, perchè è fattibilissima con pentola e mixer!

Innanzitutto ho lasciato nel forno le nocciole, a tostare per mezzoretta a circa 160°C. e a forno ventilato e, a dire il vero, non le ho nemmeno pelate perchè volevo lasciare un tocco di sapore più rustico alla crema gianduia; le ho poi polverizzate 20 secondi a velocità 10 (una bella macinata con il mixer sarà perfetta), insieme allo zucchero.

Poi ho unito il cioccolato fondente a pezzetti e ho nuovamente tritato il tutto: con il Bimby ho fatto 20 secondi  a velocità 8, ma anche qui il mixer è ottimo!

Successivamente ho aggiunto il latte e il burro, cucinando 6 minuti a 50°C. e a velocità 3; se usate il metodo tradizionale versate tutto il trito in un pentolino e fate cuocere mescolando delicatamente finchè i sapori saranno amalgamati: non è un problema se la crema rimarrà liquida perchè, essendo a base di burro, basterà farla raffreddare e conservarla nel frigorifero che diverrà perfetta.

L’ho spalmata sul pane caldo… una delizia impagabile, altro che Nutella (che a me nemmeno piace)… sana, senza conservanti nè olio di palma, assolutamente economica e deliziosa!

Ora posso farcela ad interrogarlo un’ultima volta prima della verifica…

Ingredienti (confesso che io ho poi triplicato le dosi riducendo però un po’ il burro):

100 g. di zucchero

60 g. di nocciole

100 g. di cioccolato fondente

100 g. di latte intero

70 g. di burro

2013-10-27 10.43.12

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Bimby/ Conserve/ Salse e sughi

Felpe e ketchup

2013-10-19 14.17.23

Iera sera ci siamo permessi un’uscita con degli amici, era una vita che non lo facevamo perchè i soldi non avanzano mai, ma ieri l’ho voluto , fortissimamente voluto perchè mi sarei trovata in compagnia di persone intelligenti e che apprezzo, perchè talvolta la vita bisogna un po’ godersela, specie in un periodo di forti ristrettezze come quello che la mia famiglia sta attraversando in questo periodo.

Per una sera mi sono sentita diversa, un po’ quella che ero anni fa, quando di soldini ce n’erano di più… un po’ di “movida” ogni tanto fa bene al cuore, ringiovanisce e fa ridere spensieratamente, specie se condivisa con le persone giuste: ci siamo gustati una cena a base di panino caldo, di quelli bellissimi e pienissimi che appena togli lo spiedino che li mantiene integri ti ritrovi il prosciutto caldo da una parte, il formaggio filante in piena fase di anarchia e i funghetti che scendono lungo le maniche, il tutto innaffiato da una birra paradisiaca….

La dura realtà è arrivata nuovamente oggi, quando al mio piccolo si sono strappati i jeans, quando non riuscivo a trovare i calzoni acquistati l’anno scorso, quando l’ho portato di corsa ad acquistarne degli altri, altrimenti domani sarebbe andato a scuola in boxer… il cucciolo ha visto la felpa dei suoi sogni, nemmeno eccessivamente dispendiosa, ma ho dovuto negargliela perchè 30 euro alla fine del mese proprio non me li posso permettere! Lui lo sa che già avere i jeans nuovi è una piccola vittoria, che non tutti se li possono permettere, ma vedere la delusione sul suo faccino davanti alla felpa negata mi ha spezzato il cuore….

Gliela regalerò appena lo potrò fare, ma nel frattempo ho provato a preparare, sperimentando, il ketchup, la sua salsina preferita, quella che mette dappertutto, che si spalma pure sul pane… almeno riuscirò a regalargli una cena speciale come quella della paninoteca di ieri!

Ci sono tante ricette in rete, ma ho voluto provarne una tutta mia, con un risultato abbastanza simile a quello originale, anche se forse un po’ più liquido; sono partita dalla salsa pronta perchè l’esperimento con i pomodori freschi è stato rimandato alla prossima estate, quando i pomodori saranno maturi e profumati.

Ingredienti:

1 cipolla

680 g. di passata rustica

30 g. di miele

60 g. di zucchero

10 g. di sale

100 g. di aceto rosso (il mio è molto delicato, quindi regolatevi con le dosi in base al tipo di aceto)

Procedimento:

tritare la cipolla e poi cuocere tutto sino a che i sapori non si saranno amalgamati… la prova è l’assaggio perchè è stato un esperimento e io l’ho fatto con il Bimby.

Nel caso usaste il Bimby: 30′ vel.1 a 100°C. (la cipolla ovviamente va tritata per prima)

2013-10-19 14.17.42

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Un po' del mio mondo/ Uncategorized

Liebster Award

lieb_zpsa7bf7a0a
Pochi giorni fa una delle mie prime followers, Edvige di Memento Solonico, ha avuto la gentilezza di pensare a me nel trasmettermi questo piccolo riconoscimento, uno dei “soliti” premi che circolano tra i blogs, ma che a me fanno sempre tanto piacere e che finalmente provvedo a pubblicare girandolo, nel contempo, a chiunque abbia il piacere di riceverlo.
Questa volta non lo voglio girare nello specifico a nessuno perchè sentirei di fare del torto a delle persone che apprezzo, perchè mi piace l’idea di donarlo a tutte voi, nessuna esclusa… quindi passate di qua e prendetelo a piene mani! E’ tutto vostro!
Le regole sono:
1) nominare e ringraziare il donatore;
2) rispondere a 11 domande e farne altre 11 a bloggers di nostra scelta (io mando avanti le stesse che mi sono state girate perchè le ho trovate interessanti e non vedo l’utilità di stravolgerle con altre più banali):
3) assegnare l’Award a 11 blogs con il minor numero di followers ed informarli del premio.
Le domande, con le relative risposte, che mi sono state poste sono le seguenti:
1.  Quale tipo di “lavoro” preferite? (uncinetto, ricamo etc.)
Amo qualsiasi lavoro manuale che possa estrinsecare la mia fantasia, con una particolare predilizione per la realizzazione di bigiotteria con le perline, la pittura e l’incisione su vetro e la preparazione di creme e cosmetici.
2.  Preferite fare lavori piccoli oppure qualcosa di una certa dimensione?
Sempre lavori piccoli, raccolti, piccole chicche armoniose.
3.  Il vostro materiale preferito? (cotone, lana etc.)
Il bello della creatività la trovo nel poter utilizzare qualsiasi materiale, specie se di riciclo.
4.  Regalate i vostri lavori a qualcuno?
Sempre regalati, tranne le volte in cui qualcuno mi ha commissionato qualcosa di specifico previo l’impegno di rimborsare il materiale nuovo utilizzato, ma ho sempre lavorato gratuitamente.
5.  Lavorate con schemi pronti oppure “inventate” qualche lavoro?
Non ho mai utilizzato uno schema.
6.  A quale età avete iniziato con il vostro hobby?
Sin da piccola creavo e riciclavo, nel tempo sono cambiati i materiali e lo stile, ma non mi sono mai fermata.
7.  Chi è stata la vostra “maestra”?
Nessuno, ma vengo da una famiglia creativa che ha sempre realizzato, con la propria manualità, delle idee stupende.
8.  Il primo lavoro … c’è ancora un ricordo?
Una casetta costruita con i biglietti dell’autobus….
9.  Siete riuscite di trasmettere la passione dei “lavori femminili”
a qualcuno?
Non ritengo i miei siano “lavori femminili”, termine che ho sempre odiato… sono delle creazioni, punto. Che non ho mai trasmesso ad alcuno in quanto espressione della mia personalità.
10. Di quale lavoro che avete fatte siete più orgogliose?
Di tutti, nessuno escluso, altrimenti non li avrei portati a termine.
11. Esiste un tipo di lavoro che volete ancora imparare?
Sempre, ogni qualvolta vedo qualcosa che non so fare….
Ora lascio il lavoro a voi… chiunque lo desideri porti avanti queste poche domande, sarò ben lieta di leggere le vostre risposte poichè è pur sempre un modo per conoscersi meglio!
DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721
Bimby/ Dolci e desserts/ Un po' del mio mondo

La grande decisione

2013-10-13 11.47.35

C’era una volta una giovane donna che incontrò il principe azzurro, iniziarono a trascorrere molti bei momenti insieme e alla fine decisero di metter su famiglia: il giorno dopo il matrimonio partirono per un viaggio che li portò a girare la Mitteleuropa e scattarono tantissime fotografie dalle quali fa capolino lei, tutta vestita di arancione, dal cappellino ai jeans, con le Nike nere ai piedi, pronta a scarpinare in tutte le città che toccheranno… lei è magrissima, tutta ossa, in perfetta forma fisica, muscolosa ed allenata.

Dopo pochi giorni il primo ritardo, l’attesa… la certezza che tra poco saranno in tre e, prima ancora di effettuare le analisi di rito, lei lo sa che dentro la sua pancia sta crescendo un fagiolino, così inaspettato, destabilizzante, soprattutto perchè sta male, malissimo, vomita in continuazione e, nonostante tutto, inizia ad ingrassare… ad ingrassare tantissimo, ad arrivare ad avere 30 chili in più al momento di far vedere la luce a quello che è diventato un bel bimbetto sgambettante.

Il parto si rivela molto difficile e doloroso, ma il pupo è robusto e ce la fa, pur distruggendo la sua mamma, che inizia ad avere delle complicazioni e che fatica molto a crescere questo bimbo vivacissimo che si agita tutto il giorno, ma che, bontà sua, almeno la notte dorme come un angioletto.

Passa il tempo, il bimbo cresce benissimo, ma la mamma continua ad ingrassare, viene seguita da molti medici, dietologi, nutrizionisti, esperti del metabolismo, segue diete più o meno mortificanti, arriva a rinnegare la realtà, si guarda allo specchio e si vede quasi magra, passa davanti alla bilancia senza vederla, rifiuta di dichiarare il proprio peso anche al medico.

La sua mamma ieri pomeriggio ha avuto un moto di ribellione contro se stessa, è uscita dal lavoro, è andata a casa, ha respirato a fondo ed è salita sulla bilancia prendendo coscienza degli oramai 40 chili in più da perdere: ha annotato il peso iniziale sull’agenda ed ha impostato un programma dietetico personalizzato in base ai propri gusti ed esigenze, non a quelli dei medici che hanno fallito sino ad oggi.

Fortunatamente la sua mamma, quando ancora frequentava le scuole superiori, aveva imparato a redarre le tabelle dietetiche, quindi sa che non farà cavolate con delle diete squilibrate, ma vuole volersi bene e lo sa che se intraprenderà delle diete troppo a lungo termine finirà per abbandonarle: lei è una tipa che aggredisce il problema a morsi, tutto e subito, grinta e immediatezza, prima di perdere di vista l’obiettivo.

La sua mamma vuole comunque festeggiare a pranzo con una fetta di plumcake profumato con l’ultima arancia acquistata in Grecia, ancora soda, perfetta, priva di conservanti, cere e pesticidi, perchè dal pasto successivo inizierà ad amarsi davvero.

Il plumcake è stato preparato con il Bimby, così ne approfitto per aprire una nuova rubrica nel blog, ma lo si può fare agevolmente con qualsiasi robot da cucina.

Ingredienti:

1 arancia non trattata (intera)

170 g. di burro (io ho usato 120 . di olio di semi di girasole)

250 g. di zucchero

4 uova 

50 g. di latte

250 g. di farina

1 bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

Procedimento:

Mettere nel boccale tutta l’arancia, tagliata in pochi pezzi grossolani, e usare la vel.7 per 10 sec. (se non è sufficiente insistere ancora un po’), poi aggiungere il burro (o l’olio), lo zucchero e le uova intere e lavorare 40 sec. a vel.4.

Aggiungere il latte e la farina e azionare la vel.5 per 30 sec., poi aggiungere anche il lievito con le lame in movimento, mescolando ancora per pochi secondi.

Versare il tutto in uno stampo per plumcake e cuocere in forno ventilato a 160°C. per 30/45 minuti (il forno fa la differenza…).

2013-10-13 11.46.45

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

[youtube=http://youtu.be/7NRQgnsKl9Q]

Dolci e desserts

Crostata alla zucca per l’estate della Barcolana

2013-10-08 15.03.44

Giornata di Barcolana… un sole immenso e caldissimo dopo l’inverno di ieri… la corsa in cantina a ricercare le ballerine primaverili per uscire a godere dell’ultimo sprazzo d’estate… una passeggiata bellissima con la famiglia, da casa sino alle rive per godersi la festa, a regata conclusa, per gironzolare tra le bancarelle, per fotografare delle barche meravigliose, per fare degli scatti veloci al mare, ai gabbiani, al tramonto, alla gioia di una città in festa.

Non ho mai amato la Barcolana, come non ho mai amato tante cose che ultimamente sto rivalutando, ma questa Barcolana è speciale, ben diversa da quella di pochi anni fa, che mi riporta a ricordi dolorosi… è stata una Barcolana in famiglia, di ciambelle e birra, seduti sul molo a sgranocchiare allegramente mentre il sole scemava all’orizzonte lasciando una scia rossastra sulla superficie del mare, mentre il mio piccolo chiacchierava ininterrottamente, mentre facevo tanti progetti per il futuro…

Peccato aver ricevuto una telefonata da chi consideravo una persona gentile, peccato aver avuto la prova tangibile di essermi sbagliata, talora ci si rimane male, dovrei disinteressarmene, ma non ci riesco… io sono una che ci rimane male…

Peccato aver avuto un altro scontro con mio marito a causa delle consuete ingerenze esterne, peccato non essere mai lasciati in pace da chi non vuoi nella tua vita, da chi ti ha portato solo dolore…

Siamo rincasati litigando, discutendo come non mai perchè io sono una polemica, una che non lascia perdere, una che per far trionfare una questione di principio rompe le scatole a tutti… perchè lui è troppo buono e si fa manipolare da tutti, scontentando anche me pur di non discutere!

Non mi restava che consolarmi con un dolcetto autunnale, buttato lì alla buona, un po’ per caso, senza nemmeno rispettare le dosi perchè ero troppo incavolata e mi dovevo sfogare rimestando qualcosa: ne è uscita una crostata che sembra banale, ma che banale non è e della quale provo a dare almeno un minimo di dosi.

Ingredienti:

per la pasta frolla all’olio leggere qui

preparare poi una crema pasticcera con:

2 tuorli

500 ml. di latte

50 g. di farina

150 g. di zucchero

1 pizzico di sale

1 pizzico di vaniglia

io poi ho aggiunto della cannella per stemperare il sapore dolce della zucca, che ho aggiunto frullata (dopo averla passata al forno una ventina di minuti per poterla lavorare meglio) e letteralmente ad occhio… non mettetene troppa altrimenti finisce con il prevalere sulla delicatezza della crema!

Ne è uscito un dolce carino, delicato e per niente stucchevole, perfetto per qualsiasi momento della giornata e per addolcire l’umore dopo una sfuriata!

IMG-20131014-WA00002013-10-13 16.32.182013-10-13 18.07.052013-10-13 16.32.242013-10-13 18.04.32

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=omPsnsh8d5M&w=560&h=315]

Primi/ Ricette vegetariane/ Uncategorized

Il mondo che vorrei

2013-10-06 14.06.11

 

Il mondo che vorrei è pieno di bambini e di mamme rilassate che giocano con loro, che li portano al parco senza dover pensare a correre al lavoro con la tensione di non sapere a chi lasciarli, dove ci sono tanti prati verdi pieni di giochi, di altalene, di scivoli e ci si può trascorrere un pomeriggio di gioia, dove ci si può spostare in bicicletta con il carrellino legato dietro per tenerci i bimbi al caldo anche d’inverno, riparati dalla pioggia.

Il mondo che vorrei ha delle case con il giardino e ogni giardino ha cani e gatti e l’orticello e i fiori…. sono giardini curatissimi perchè chi vi abita non si deve ammazzare di lavoro dal mattino alla sera per portare a casa uno stipendio da fame, perchè chi vi abita ha anche il tempo di godersi i fiori, perchè chi ci vive coltiva l’orto non per necessità ma per il piacere di mangiare delle verdure senza pesticidi e che non sanno solo di plastica. 

Il mondo che vorrei è a misura di bambino e di famiglia, puoi uscire con due bimbi in passeggino senza cozzare contro le macchine in sosta ovunque, senza avvelenare te e i tuoi figli con lo smog del traffico, puoi salire sugli autobus senza essere sbattuta fuori perchè i passeggini non ci possono salire, ci puoi portare anche il cagnolone, così come nei negozi, negozi dove trovi qualunque cosa, dove puoi scegliere, dove ci sono grandi porte automatiche che ti permettono l’ingresso nonostante gli ingombri.

Il mondo che vorrei è pieno di nonni non abbandonati a se stessi, ma che trascorrono le giornate in famiglia, che sono ancora utili alla società, che non sono solo dei corpi da parcheggiare nelle varie case di riposo dai nomi improbabili, falsi e tendenziosi che illudono dando l’idea di un’isola felice, ma che costituiscono l’anticamera del cimitero.

Il mondo che vorrei è pieno di gente sorridente, che va al lavoro con gioia e non con il muso lungo, che ti accoglie con cordialità e senza stress, che ha sempre una parola gentile da offrirti, un aiuto spontaneo da donarti… un mondo in cui non c’è miseria lungo le strade, ma ordine e pulizia, un mondo in cui i bimbi sanno ancora giocare con pochi giocattoli in legno e non con i videogiochi, che escono da casa anche con il maltempo per fare una corsa al parco…

Il mondo che vorrei l’ho trovato, non in Italia, ed è tanto semplice da avere, non è una formula segreta che lo può realizzare, è il mondo generato da un radicale cambio di mentalità ed è un mondo che funziona, funziona alla grande… peccato che l’egoismo di pochi e la loro sete di potere, uniti alla loro incapacità, portino all’impossibilità di avere anche solo una  brutta copia del mondo che vorrei… peccato che nessuno lotti per averlo, che nessuno rifletta  e si chiuda sul proprio piccolo io fatto di finte felicità, di I-phone, di tablets, di finti simboli di inutile ricchezza, perchè ricchezza non è…

La ricchezza è nel mondo che vorrei….

E’ tempo di Halloween, ricorrenza osannata dalla multiculturalità, detestata dalle persone più mature, legate comunque ad Ognissanti… fatto sta che i bimbi ci si divertono, per loro è solo un’occasione per “fare dolcetto o scherzetto”, fortunatamente sempre più incoraggiata da adulti saggi che stanno al gioco e offrono loro una merendina, una caramella, anche se è una “americanata”, ma nonostante tutto gradita… perchè ci sono ancora bambini che sanno divertirsi ed entusiasmarsi con poco…fortunatamente!

E’ tempo di zucche… e per prima cosa ho affrontato la preparazione di questi gnocchetti:

Ingredienti:

350 g. di zucca (da cuocere in forno a 180° C. per circa 20-25′)

350 g. patate

180 g. di farina

1 uovo

un pizzico di cannella

sale qb

pepe q.b.

eventualmente un pizzico di noce moscata 

Per il condimento:

burro fuso, salvia e ricotta di pecora affumicata da grattugiare in scaglie

Procedimento:

Ho impastato tutto con il mixer, ma almeno io ho preferito lasciare l’impasto un po’ più “zuccoso” e meno “farinoso” e infatti, anzichè fare il classico cilindretto da tagliare ho versato lìimpasto a cucchiaiate nell’acqua bollente e salata: avevo voglia di un tocco un po’più dolce, che facesse da contrasto con la ricotta affumicata che ho usato nel condimento.

Comunque sia vengono a galla prestissimo, perfettamente rappresi! 

Li ho serviti sciogliendo del burro in un tegame con delle foglioline di salvia e grattugiando, successivamente, sugli gnocchi, della ricotta di pecora affumicata.

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Dolci e desserts

Colazione con la crostata all’olio

2013-10-06 10.17.30

Piove. Scende una pioggia sottile e silenziosa, quella pioggia quasi invisibile che ammanta l’atmosfera di una calma soffice, quasi innaturale, che imbianca il cielo, ma che rende più vivido che mai il verde del bosco dinanzi casa mia.

Apro la finestra per godermi il profumo della terra bagnata e sento il canto degli uccellini, non troppo disturbati dall’umidità, nascosti tra le fronde dei rami; non è lo stesso canto gioioso della primavera, è più sommesso, quasi intimista, ma mi piace.

Mi regala la calma della domenica mattina, tutta da gustare prima di una settimana faticosa: lui è al lavoro, il piccolo fa colazione in silenzio perchè gli è stata vietata la televisione, le cagnette giocano e ogni tanto vengono a chiedere qualche biscottino.

E’ bella la domenica mattina, prima che inizino le partite di campionato del piccolo, quella che ancora ti permette di goderti una lunga dormita rigenerante a sveglia spenta, quella in cui chiudi il freddo fuori dalla porta.

E’ già tardi, Bubu e Polly hanno deciso che la domenica mattina è per loro, una mi mordicchia le maniche del pigiama e l’altra mi dà delle spintarelle con la punta del naso… ci sono loro… anche questo è domenica mattina.

La colazione è a base di infuso alla cannella e chiodi garofano e di crostata all’olio, un’alternativa testata e gradevole per evitare l’uso eccessivo di burro.

2013-10-06 10.17.29(0)

Ingredienti:

300 g. di farina

100 g. di olio di semi di girasole

100 g. di zucchero (io ne ho messo un po’ di meno)

1 uovo intero

mezza bustina di lievito per dolci

2-3 cucchiai di latte

un pizzico di sale

un po’ di buccia di arancia grattugiata

Farcitura:

marmellata a piacere (io ho usato questa)

La procedura è quella solita della pasta frolla, che io preparo rigorosamente con il mixer in tempi rapidissimi e in circa mezzora di forno ventilato a 180°C. ho la crostata pronta.

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

Ricette vegetariane/ Secondi/ Un po' del mio mondo

Vita da cani, di sfiga e di polpette….

2013-10-03 17.41.50

La mia vita con Polly procede con molta pazienza (da parte mia) e con una sana dose di umorismo, respirando a fondo dopo ogni danno subito e applicando molta calma zen, specie nel cercare di convincermi che ogni oggetto distrutto dalla quadrupede nera sicuramente era di troppo e che quindi mi ha fatto un favore!

Quando ho proceduto con l’adozione il mio timore maggiore era la possibile reazione di gelosia da parte di Bubu e a tutt’oggi devo ammettere che non solo è andata bene e che le due pelosette giocano tutto il giorno, ma addirittura che le due fetenti si sono coalizzate!

Dopo una discreta distruzione “pollesca” di scarpe, che trovavo rigorosamente allineate sul divano, gli uomini di casa hanno finalmente compreso che la scarpiera ha la sua utilità, sempre ammesso che Polly non impari ad aprirla, specie dopo aver capito che la luce del salotto ultimamente non si accendeva da sola: la giovanotta teme il buio, quindi ben presto ha imparato che con la zampona può illuminare la stanza!

Giorni fa il divano ha iniziato a dimostrare i segni dell’età con un forellino minuscolo, che chiaramente richiedeva l’intervento del tappezziere, anche se non con grande urgenza…tempo una mattinata da sole in casa e il forellino si è tramutato in una voragine, cosa prontamente rimediata dalla sottoscritta che ha riesumato due splendidi Granfoulard  (costassero poco…) che ad oggi presentano già quattro buchi: rimane ferma la mia indecisione se lasciare che gli strappi diventino altrettante voragini o se un rammendo forse potrebbe attirare meno l’attenzione canina….

Ieri mattina ero in ritardissimo, ma sul più bello Polly ha maltollerato l’impellenza di un bisognino solido (nemmeno tanto solido… purtroppo…) ed ha battezzato il corridoio: siccome la legge del contrappasso è ancora in vigore e nonostante il malcelato risolino del marito che si godeva la visione di una moglie in tacchi a spillo che, con il mocio in mano e imprecando in silenzio, rammazzava le mattonelle…. dopo pochi minuti “ello” si è trovato un cane nero sul letto del figliolo che completava l’opera! Ah…. meno male che lì non c’era mocio che tenesse… ha dovuto ripulire tutto l’ilare consorte (che di ilare non aveva più nulla)!

Fortunatamente all’ora di pranzo le scariche della moretta erano cessate (ma tutta ‘sta cacca mi porterà un po’ di fortuna?) e, per ringraziare il fato per averla miracolata, aveva provveduto a levare dal divano quanto rimaneva del compianto Granfoulard (c’è mancato poco lo piegasse e lo riponesse nell’armadio), per consentire alla bionda (Bubu) di vomitare direttamente sull’alcantara….

Comunque la giornata è finita bene, con l’opera dissuasoria della moretta che, dopo mesi di suppliche e minacce al figliolo affinchè mettesse al loro posto le istruzioni dei Lego, prontamente disattese, ha sbrandellato tutti i libretti: in caso di demolizione delle astronavi non so se farà prima a ricostruirle a memoria o a rincollare i pezzetti delle istruzioni! Giustizia è fatta!

Com’è bella la vita con loro, la noia non esiste!

Ma siccome mi sentivo Wonderwoman, con il sorriso sulle labbra mi sono messa anche a cucinare delle polpettine consolatorie al cavolfiore: chissà se tra tante sfighe riesco almeno a far mangiare l’odiato ortaggio allo gnomo?

Premesso che sono ancora senza bilancia e che quindi qui si va molto ad occhio…. (ma… tremate… sta arrivando una sorpresa…)

2013-10-03 17.41.16

Ingredienti:

mezzo cavolfiore grosso

2 patate

1 uovo intero

parmigiano grattugiato q.b.

pangrattato q.b.

sale e pepe q.b.

un pizzico di cannella

Procedimento:

Ho letteralmente messo tutto nel mixer, conservando un po’ di pangrattato per rotolarvi le polpette prima di infornarle, con la precisazione di avere l’accortezza di “impolpettare” con le mani bagnate perchè l’impasto risulterà un po’ appiccicoso; ho riscaldato il forno intorno ai 190°C. e vi ho lasciato la teglia per una mezzoretta… squisite e consolatorie, con la consistenza morbida grazie alle patate e con quel pizzico di sapore particolare donato dalla cannella! Lo gnomo le ha mangiate, brontolando un po’, ma ha dovuto aggiungere :”Una pizza no, eh?”… e vabbè, sono soddisfazioni!

PS: mi sono anche tagliata un dito con le lame del mixer, ma quando non è giornata non c’è cacca di cane che tenga…

DBCFCB9E800D96256F2947FD8B40B721

CONSIGLIA Foresta di alberi innevati

Send this to a friend