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agosto 2013

Fornetto Versilia/ Pizze e pane

Ordine, elogio della lentezza e finalmente il pane….

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Nella mia vita ho sempre avuto una confusione mentale atipica perchè sono veloce, organizzata, sintetica, pratica eppure ho un sentimentalismo di fondo che mi porta ad attaccarmi a qualsiasi oggetto che per me rappresenti qualcosa, oggetto che nel tempo si fossilizza in qualche angolo della casa e che non mi permette di avere l’ordine che amo tanto; adoro le case calde e minimaliste, il che sembra un paradosso, ma per minimalismo intendo la presenza di pochi oggetti, ma belli, che permettano di respirare in ampi spazi scevri da qualsiasi ridondanza… invece la mia casa, nel giro di pochi anni, è diventata un caos terribile abitato anche da un collezionista onnivoro, qual’è mio marito, e da un figliolo che pare stia seguendo le orme caotiche di ambedue in genitori messi insieme!

La settimana scorsa è scattato qualcosa, ho iniziato con metodo a separare gli oggetti che non utilizzo in vari contenitori, quelli da buttare, quelli da regalare, quelli ibridi che mi mettono in crisi… e ho iniziato a vedere la luce! Forte di ciò mio marito mi ha seguita a ruota e improvvisamente gli spazi hanno iniziato a moltiplicarsi, l’aria a riempire le stanze, la luce ad illuminare i miei sorrisi!

Nella mia vita non sono mai riuscita a fare il pane, se non con la macchina apposita perchè, pur lievitato alla perfezione, usciva dal forno come un mattone di argilla… poi è scattato qualcosa, specie ora che non ho il forno, e ci ho provato utilizzando il fornetto Versilia, quello che il mio prozio produsse nella sua fabbrica di pentole di Tunisi e che è arrivato indenne sino a casa mia, tramandato di generazione in generazione.

La voglia di provare è scatta nel momento stesso in cui decidevo di recarmi ad acquistare il forno nuovo, purtroppo elettrico perchè rassegnata all’impossibilità di riparare o di sostituire il mio bellissimo forno a gas… eppure volevo provarci subito con questo pane di lunga preparazione, che va curato e coccolato, che richiede tempo e dedizione, ma l’attesa e la pazienza sono state premiate: fragrante all’esterno, morbidissimo all’interno, perfetto per la colazione e con un sapore che nessuna macchina del pane potrà mai eguagliare.

Non uso la pasta madre perchè sino ad oggi non mi ha dato buoni risultati, quindi ho preparato la biga e l’ho lasciata riposare sino all’indomani, quando l’ho impastata con il resto degli ingredienti e ho atteso ancora una notte prima di stendere l’impasto e di arrotolarlo, come fosse un salsicciotto, per poterlo adagiare agevolmente nel fornetto preventivamente oleato ed infarinato, cuocendo sulla fiamma media a fuoco vivace per un’ora.

Il risultato è stato questo pane, lievitato alla perfezione grazie al rispetto dei tempi lunghi, povero di lievito di birra e quindi privo del suo tipico sapore pungente, perfetto per la colazione (la confettura è questa), adatto anche allo stomaco più delicato, a quello che non tollera molti prodotti da forno, come nel mio caso.

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Ingredienti:

per la biga: 100 g. di farina, 50 g. di acqua, mezza bustina di lievito di birra liofilizzato (io uso quello della Lidl);

per l’impasto: 450 g. di farina, 250 g. di acqua, un cucchiaino raso di sale, 30 g. di olio evo.

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PS: prima di arrivare alla pubblicazione sono rincasata e ho trovato il mio bellissimo piatto di cristallo in mille pezzi sul pavimento e del pane nemmeno una briciola… Bubu ha negato ogni responsabilità, Polly pure ma a lei si è allungato il naso, oltre ad essere stata scoperta in flagranza di reato con il canovaccio che copriva il pane tra i denti! Quindi le foto pubblicate sono le sole rimastemi….

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Un po' del mio mondo

Benvenuta Polly!

IMG-20130819-WA0006E’ venerdì pomeriggio e la tua “tata” ci ha appena chiamati per avvisarci che sei partita da Brindisi pochi minuti fa, che viaggerai tutta la notte senza mangiare e che non toccherai cibo sino a domani sera, quando ci incontreremo a Bologna, in un parcheggio di Borgo Panigale: questa adozione l’hanno combinata mio figlio e mio marito, a mia insaputa, perchè più volte hanno provato e non hanno ottenuto la mia approvazione, perchè non volevo ulteriori complicazioni, perchè Bubu è gelosa e un po’ prepotente, perchè è territoriale e il cuore di farla soffrire non ce l’ho…  E invece sono andata avanti, ho visto le tue foto e ti ho scelta con il cuore a pezzi, sapendo che tua sorella, con la quale condividi pochi metri di spazio da un anno, sarebbe rimasta in quel lager, in compagnia di altre novecento creature che, come te, hanno un’immensa fame di amore… ho scelto te perchè mi hanno detto che, essendo nera, eri più difficile da sistemare.

Mi hanno detto che sei dolce e impaurita, in questo momento stai viaggiando in un furgone, in compagnia di altre creature che, come te, stanno andando verso un futuro migliore, ma tu non lo sai, sarai confusa, disperata, affamata di cibo e di amore… e io sono emozionatissima e mi scendono le lacrime a pensare al giorno in cui ho adottato Yoghi,  l’amore della mia vita, che non c’è più, ma che mi ha donato riconoscenza eterna e che ora, mentre corre felice sul ponte dell’arcobaleno, mugola felice perchè con il suo amore sa di avermi insegnato qualcosa… quando penso a lei le lacrime scendono ancora copiose e non posso nemmeno nominarla che la voce mi si spezza in gola, ma la riconoscenza la devo a questa piccola  perchè mi ha insegnato quanto amore si può dare e ricevere ed è anche grazie a lei che sono qui a dirti: “Benvenuta Polly!!!”.

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Etniche

Vermont curry soup

2013-08-02 19.06.38Lei viene a trovarmi sempre ad agosto e mi ritrova rintronata dal caldo e dall’afa, eppure sembra essere sempre fresca e a proprio agio, sarà che è nata e vissuta in Cina… chissà come riesce a sostenere il rigido clima svizzero in cui vive….

Ci siamo annusate timidamente la volta scorsa, in difficoltà con la lingua, lei che comunicando in giapponese si faceva tradurre in italiano i propri discorsi perchè nessuno di noi conosce il cinese… invece quest’anno è stato più semplice perchè ha studiato il tedesco, lo ha imparato con una velocità incredibile e siamo riuscite a parlarci, anche se lei parla con gli occhi e con il cuore, impossibile non comprenderla.

E’ sempre carina, rispettosa, timida e gentile ed ha varcato la soglia di casa mia con un sacco pieno di favolosi ingredienti della sua terra, spiegandomi come utilizzarli al meglio e, tra questi, c’era “lui”, un favoloso Vermont curry… profumatissimo e a base di frutta (banana e mela), di cacao e di miele, di formaggi tra cui lo cheddar e il gouda, di latte e di polvere di arachidi… un tripudio di aromi!

Mi ha vista un po’ confusa sull’utilizzo del curry e, dopo un paio di giorni, è ritornata nella mia cucina armata di carne e di verdure e ha cucinato con me, ha cucinato per me….

Ho seguito ogni movimento delle bellissime mani di Wang Fang mentre sminuzzava una braciola di carne di maiale, mentre tagliava le patate, la cipolla e le carote, mentre le faceva saltare nell’olio di oliva finchè non divenivano dorate, per poi aggiungere un pizzico di sale, dell’acqua sino a ricoprire il tutto e lasciar bollire a fuoco vivace per venti minuti, sempre rimescolando affinchè non attacchi.

Successivamente ha abbassato il fuoco a fiamma media, ha coperto e lasciato cuocere per ulteriori venti minuti, controllando che la carne intenerisse; trascorso il tempo necessario ha aggiunto alla zuppa una confezione di Vermont curry da 250 g. (la dose è per 12 persone), ha mescolato e ha prolungato la cottura, a fuoco bassissimo, per ulteriori venti minuti.

La zuppa è rimasta a riposo sino all’indomani perchè deve insaporire e, volendo, è possibile aggiungervi anche del peperoncino (abbiamo usato un curry medium hot e già pizzicava….): il giorno seguente era magnificamente densa e profumatissima ed è stata servita con del riso basmati cotto senza sale, appena riscaldata, nonostante possa garantirvi che anche fredda è squisita!

Sei ritornata oggi a casa, ma mi mancherai dolce cugina Wang Fang!

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Ingredienti per una pentola grande (circa 12 porzioni):

1 braciola di maiale di media pezzatura (max 500 g.)

4 cipolle di media grandezza (800 g.)

2-3 patate (600 g.)

1 carota grossa (200 g.)

acqua sino a coprire il tutto (1400 ml.)

olio evo

pochissimo sale

1 confezione di Vermont curry da 250 g.

eventualmente del peperoncino

riso q.b. (io ho usato il basmati)

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CONSIGLIA Foresta di alberi innevati

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