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febbraio 2013

Ricette vegetariane

Il mutuo aumenta? E io ugualmente metto insieme una cena da re: tortino di verdure!!!

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Oggi sono proprio imbufalita: nel giro di mezzora mio figlio mi porta a casa un paio di insufficienze e mi trovo a dover rincorrere la rata del mutuo per il quarto mese consecutivo, con conseguente addebito degli interessi moratori… eh sì, per la quarta volta di seguito il RID si è perso nei meandri della rete, ovviamente l’istituto bancario erogatore del finanziamento ha chiuso i battenti nella mia città, il che mi costringe a rincorrere i truffaldini telefonicamente per mezza Lombardia!!! Non lo so ancora se ho risolto o meno, so solo che mi sono trovata a dover pagare una botta di soldi e quindi a dover tirare ancora più la cinghia sulla spesa!

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Questa sera ho preso spunto da una ricettina proposta da Maddalena (grandissima esperta nel risparmio in cucina) e ho provato a fare un tortino di verdure con quanto avevo in casa, utilizzando il pane raffermo e le foglie esterne della verza, che sono state sbollentate al vapore mentre il pane ammollava in acqua e latte: successivamente ho strizzato bene il pane e l’ho aggiunto alla verdura, mescolando bene e unendo due uova intere, un pizzico di sale, di pepe e una generosa grattugiata di parmigiano.

E’ stata sufficiente una breve cottura in una padella unta di olio evo, il tempo di ottenere una bella crosticina croccante sulla superficie: l’armonia di sapori che si ottiene con così poco è davvero inaspettata, visti gli ingredienti umili che sono alla base di tale preparazione.

Il tortino l’ho servito a cucchiaiate perchè se mio figlio lo vedeva bello compatto non me lo mangiava (e non chiedetemi il perchè…dinamiche infantili…), accompagnato da una bella fetta di formaggio di malga alla piastra (mica pensavate che agli uomini bastasse il tortino, vero?): una cena da re, sostanziosa senza appesantire, gustosissima e fatta con ben poco… alla faccia del mutuo!

Riepilogo degli ingredienti:

300 gr. di verdura a scelta (ho usato la verza)

100 gr. di pane raffermo

acqua e latte q.b.

sale e pepe q.b.

2 uova

parmigiano a gusto

olio evo per la padella

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Le foto sono quello che sono perchè il piatto è stato assalito da un’orda di lupi famelici e la fretta incombeva pena il dover postare la ricetta senza immagini, quindi cerco di farmi perdonare con un po’ di buona musica…

[youtube=http://youtu.be/hX3pWWNTXW0]

Autoproduzione/ Un po' del mio mondo

Buon compleanno mamma!

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Alberelli per la mia mamma

25 febbario 1932: a Trieste nasceva una grande donna, una biondina con gli occhi verdi che ha trascorso l’infanzia correndo felice per i boschi con cugine e amiche, che, una volta cresciuta, è riuscita a divertirsi grazie al fratello maggiore che la “copriva”, che ha fatto la fame durante la guerra, che ha saputo trarre il meglio dalla terra e dal piccolo allevamento a disposizione della propria famiglia, che ha imparato presto a cucire andando “a bottega” da uno zio, che grazie a ciò andava nelle “balere” sempre elegantissima, sfoggiando abiti che lei stessa cuciva utilizzando gli scapoli di stoffa che i negozi svendevano, sempre alta e slanciata perchè non ingrassava lei che si faceva ogni giorno chilometri a piedi, che quotidianamente saliva e scendeva la collina sulla quale viveva e lo faceva due, tre volte in una giornata…

Ora è una donna anziana, di acciacchi ne ha tanti e ogni qualvolta faccio le ferie estive, quelle lunghe, parto con l’angoscia di lasciare i miei genitori da soli, senza alcun aiuto… è una donna generosa, ancora oggi mi aiuta come può, lei che mi ha sempre accudito il figliolo quand’era molto piccolo, lei che ogni tanto passa qualche soldino, lei che mi fa la spesa quando ci sono le offerte perchè all’uscita dall’ufficio non troverei più nulla… lei che mi ha sostenuta quando volevo studiare e mi scontravo con mio padre che mi voleva ad apprendere un mestiere, magari sposata ad un bravo operaio, mentre io volevo di più dalla vita, perchè lo sapevo di avere un cervello funzionante, perchè sapevo di avere una possibilità!

Da lei ho imparato il valore del sacrificio, da lei ho imparato ad essere una brava mamma per il mio bambino, da lei ho imparato che anche un regalo fatto con le proprie mani viene apprezzato al pari, se non di più, di uno acquistato… se fatto con il cuore, perchè non sono i soldi a fare la differenza, quelli servono solo a vivere più tranquilli… e io per lei ancora una volta sono ricorsa ai “gessetti profumati” per realizzare un profumatore da armadio.

Il procedimento è quello che utilizzai qui, però questa volta il gesso è stato versato in alcuni stampini a forma di alberello, che, una volta asciutti e rifiniti con della carta abrasiva, sono stati incollati con la colla a caldo ad una treccia realizzata con nastri di scarto: avevo dei nastri in raso, come ben si vede dal retro del lavoro, che ho intrecciato con un altro nastro in organza e il tutto è stato poi abbellito con della rafia colorata e dei fiorellini recuperati da una vecchia bomboniera… anche questa volta il retro dei gessetti è stato intriso di olio essenziale, ho utilizzato quello di cannella, delizioso!

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Il profumatore terminato

Il retro del lavoro

Il retro del lavoro

Appeso alla parete

Appeso alla parete

 

Il risultato è carino, anche se dalle foto non rende al meglio, ma risulta simpatico anche se appeso alla parete e quindi come mero elemento decorativo… e accompagnato ad una piantina è stato il regalo più apprezzato del mondo!

Auguri mamma!

Un po' del mio mondo

Premio “Very Inspiring Blogger”… ma allora mi volete proprio bene!!!

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Un altro premio…ma non me l’aspettavo proprio!!! La cosa che mi ispira di più ve la dico subito ed è… il banner!!! Ma quanto mi piace, è proprio elegante… Ora però, terminati i miei vanneggiamenti estetici, voglio proprio ringraziare Laura di Home, gnam & click per aver pensato a me e, soprattutto, iniziare il consueto compitino per casa!

Le regole:. 

  1. Copia e inserisci il premio in un post;
  2.  Ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog;
  3. Racconta 7 cose di te;
  4.  Nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca.

Cominciamo con sette cose che mi riguardano:

  1. Sono una strana combinazione di passione e fissazione cerebrale: mi immergo in lavori assurdi, ma perseguiti con passione, però la stessa passione mi porta a dover approfondire  ad ogni costo qualsiasi curiosità…
  2. Amo i colori, ma alla fine vesto sempre di nero perchè mi trovo perennemente in lite con l’ago della bilancia!
  3. Adoro le spezie a tal punto che tale passione va al di là della cucina e sfocia anche nella scelta di profumi speziatissimi.
  4. Da ragazzina volevo iscrivermi all’Istituto Tecnico Industriale per poi passare ad Ingegneria Civile, ma i miei genitori non me l’hanno permesso perchè ero una “femmina”, la qual cosa mi ha fatto diventare tremendamente battagliera sulla parità dei diritti.
  5. Amo disegnare e dipingere quasi quanto fotografare, ma detesto trovarmi in mano una videocamera.
  6. Sono tremendamente disordinata, ma detesto il disordine perchè mi dà un senso di profondo disagio.
  7. L’idea di fare una telefonata a qualcuno che non sia uno dei miei familiari mi fa venire l’angoscia e cerco di evitare tale compito in tutti i modi possibili ed immaginabili!

E ora devo passare il testimonial ad altri 15 blog (ma siete matti??? e dove li trovo???):

  1. Accantoalcamino;
  2. Pane, burro & alici;
  3. maria rosaria;
  4. briggishome;
  5. Memento Solonico;
  6. Uno scoiattolo in dispensa;
  7. Cucina dietetica per il portafoglio;
  8. Le idee di pizzipazzi;
  9. Con un poco di zucchero;
  10. Ricette Senza Glutine.

E qui mi fermo… almeno per ora e sempre per lo stesso motivo, perchè sto iniziando piano piano a conoscere le bloggers che mi vengono a trovare e i cui blogs vado a sbirciare quasi ogni giorno… però ci vado piano, preferisco sempre conoscere un po’ di persone alla volta, magari mettendoci più cura nello scoprirle a fondo, senza necessariamente seguirne una quantità eccessiva  in maniera superficiale.

Preferisco curare i rapporti perchè sono sempre dell’idea che da tutti si può imparare, ma per farlo è necessario approfondire i rapporti, perchè ognuno di noi ha mille sfaccettature, quindi serve tempo, dedizione ed impegno…

Dolci e desserts/ Microonde

Il nostro San Valentino… nonostante tutto!

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Sì… il nostro San Valentino nonostante tutto: nonostante sia un mese più povero degli altri, nonostante non possa sfornare un dolcino un po’ più ricercato perchè ancora non ho il forno, nonostante… beh, nonostante le mille difficoltà, perchè non mi sono arresa, perchè un momento carino glielo volevo donare a quest’uomo che mi sopporta, che regge i miei malumori, le mie follie, i miei isterismi passeggeri, le mie lune storte, le mie malinconie, il mio perdermi nei lavori inutili mentre la pila dei panni da stirare cresce di un metro al giorno, che mi accontenta sempre, che fa follie per rendermi felice, che mi ama quando meno lo merito, quando vado in confusione, quando dico che non amo nessuno…

L’ho preparato al microonde, ma uno stampino in silicone a forma di cuore non ce l’avevo, gli ingredienti perfetti nemmeno (sorvoliamo sul fatto che il cioccolato acquistato per preparare i dolci e nascosto molto bene lui l’ha trovato e zitto zitto se l’è spazzolato tutto…), però proprio non intendevo arrendermi e il dolcino me lo sono inventato!

Ho mescolato 125 grammi di farina (in realtà c’è una piccola parte di fecola perchè nemmeno la farina a sufficienza avevo) con 125 grammi di zucchero e un pizzico di sale, ho aggiunto due uova, mezza bustina di lievito per dolci e 60 grammmi di burro fuso al microonde, poi sono andata veramente ad occhio, allungando l’impasto con un pizzico di latte e profumando il tutto con un po’ di vanillina e aggiungendo del cacao in polvere… quello che c’era… c’era! E basta!

Successivamente ho oleato una pirofilina in ceramica, vi ho versato l’impasto e ho infornato a 650 W per 6 minuti e, terminata la cottura, ho lasciato il dolce ancora 3 minuti nel forno chiuso; una volta estratto e raffreddato ho spolverizzato lo zucchero a velo utilizzando una mascherina da stencil per dolci, così ho rimediato anche alla mancanza dello stampo a cuore!

Riepilogo degli ingredienti:

125 g. di zucchero

125 g. di farina

sale q.b.

2 uova

60 g. di burro

mezza bustina di lievito per dolci

vanillina a piacere

cacao in polvere a piacere

zucchero a velo vanigliato

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E’ stata una cena semplicissima, ma condita con l’amore che ci tiene uniti nonostante le difficoltà di ogni giorno, contro tutto e tutti, arricchita da un dessert preparato con poco e da un brindisi alla nostra piccola famiglia che resiste a tutto, alle tempeste, ai problemi, a chi ci vorrebbe dividere, alle invidie, alle meschinità che talvolta ci circondano e che cercano, inutilmente, di attaccarci… perchè noi siamo uniti e la nostra unione è una forza indistruttibile!

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Nel mentre scrivevo queste parole aleggiava dentro di me questo vecchio, stupendo brano, cantato dalla meravigliosa voce di Mario del Monaco, ma che qui ripropongo nell’interpretazione di Andrea Bocelli… sinceramente per il mio gusto l’interpretazione del più grande tenore drammatico di tutti i tempi rimane imbattibile, ma mi piaceva l’idea di postare una versione più fresca e Bocelli riesce a dare un tocco di raffinatezza a qualsiasi interpretazione.

[youtube=http://youtu.be/cioXv5WWCzY]

Dolci e desserts

Frittelle di mele profumate alla cannella… velocissime!!!

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Stasera sono rientrata tardi e stanchissima, per giunta dopo aver ritirato la pagella di mio figlio, quindi un po’ di coccole servivano proprio, anche se non avevo la più pallida idea di cosa mettere in pentola per la cena…troppo stanca, troppo tesa, troppo tutto!!!

In casa perà c’erano anche troppe mele, sinceramente nemmeno troppo in simmetria con i miei gusti… detesto le renette e adoro le stark, quindi… perchè non fare le frittelle facendo fuori un po’ di mele e risolvendo la cena coccolosa?

Innanzitutto ho preparato la pastella, con 3oo gr. di farina, 400 ml. di latte, un pizzico di sale, 40 gr. di zucchero, un po’ di vanillina e 4 uova, mescolando bene con la frusta affinchè non si formino dei grumi e, solo alla fine, ho versato una generosa spolverata di cannella in polvere.

Nel frattempo ho levato il torsolo alle mele con l’apposito attrezzo, le ho sbucciate (salvando le bucce, ma poi vi spiego) e poi le ho affettate ottenendo degli anellini di circa mezzo centimetro di spessore; le fette di mele sono state ripassate prima nello zucchero semolato e successivamente nella pastella, per poi tuffarle nell’olio bollente: in pochi istanti si gonfiano e diventano di un bel colore dorato!

Le ho appoggiate sulla carta da cucina e spolverizzate con zucchero a velo vanigliato (ricicilato dai pandori)… tutto qua, una cena a bassissimo costo e splendida!!!

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E ora… che ci si fa con le bucce ed, eventualmente, pure con i torsoli? Io le bucce le essico sul termosifone e poi le utilizzo per ottenere un ottimo infuso drenante e diuretico, ma se vogliamo utilizzare anche i torsoli è sufficiente elimare il picciolo e i semi, per poi mettere bucce e torsoli in un tegame insieme a succo di limone, zucchero di canna, cannella e zenzero, pochi minuti di cottura, una frullata di minipimer…et voilà, una deliziosa mousse pronta!

Buon appetito belle signore!!!

Riepilogo degli ingredienti:

300 gr. di farina

400 ml, di latte

40 gr. di zucchero

4 uova

1 pizzico di sale

vanillina

cannella

zucchero semolato e zucchero a velo

olio di girasole per friggere

mele a volontà

Un paio di scatti della mia città…

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Vi lascio con una delle più belle scene mai viste a teatro… da mozzare il fiato! Il dolore espresso nel canto di Grizabella, protagonista del musical “Cats”, capolavoro di Andrew Lloyd Webber, lo stesso autore de “Il fantasma dell’opera”, che amo alla follia; il brano,  mio avviso, è uno dei più belli mai scritti e la voce di Elaine Paige riesce ad arrivare diretta al cuore di chi l’ascolta… ho provato i brividi mentre le note salivano e sembrava venisse giù il teatro… un’emozione unica! Il brano è stato scritto da Trevor Nunn, ispirato dalla poesia “Rapsodia su una notte di vento”, e accompagna il momento finale dell’opera, quando Grizabella,  un tempo affascinante gattina che, dopo aver abbandonato il gruppo si è ritrovata sola, abbandonata e in miseria, si rivolge ai compagni di un tempo chiedendo di essere perdonata e riammessa fra loro; sarà Old Deuteronomy, l’anziano capo dei Jellicle Cats, a concedere proprio a lei il privilegio di salire la scala che la porterà all’Heaviside Layer, paradiso degli stessi… bellissima allegoria del grande valore dell’umiltà e del perdono.

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Autoproduzione/ Ricette vegetariane

Polpette di patate e cicoria (ma l’olio esausto non si butta…)

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Qualche giorno fa Maddalena ha proposto una ricetta molto particolare a base di patate e ortiche, dalla quale ho tratto spunto per realizzare questa cenetta economica e deliziosa… le polpette con patate e cicoria!

Ho bollito le patate intere in acqua salata, poi le ho pelate e schiacciate con i rebbi della forchetta, mentre in un’altra pentola ho lessato la cicoria, che è stata strizzata e tagliuzzata bene una volta fredda; successivamente il tutto è stato impastato assieme a della farina, un po’ di sale, del parmigiano grattugiato e un pizzico di cannella… tutto qua!

Con le mani inumidite ho preparato delle polpettine da friggere in un po’ di olio evo… vanno mangiate belle calde e servite su un letto di cavoli cappucci grattugiati e conditi con sale, pepe e olio sono deliziose!

Le ho accompagnate con una birra leggera, ma saporita: perfetta una Pils come una Lager, ma secondo me anche servite con un boccale di buona birra rossa non sono affatto male!

Riepilogo degli ingredienti (io però ho fatto tutto ad occhio come al solito):

400 gr. di patate

400 gr. di verdura

40 gr. di farina

2/3 cucchiai di grana

sale e cannella q.b.

olio evo per la cottura

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Una volta terminata la frittura io sono solita lasciar raffreddare l’olio e conservarlo, filtrato, in una bottiglia, sino ad averne un chilo, da riutilizzare per ottenere del buon sapone da bucato (e, detto onestamente, anche sulla pelle è delicatissimo): il procedimento è sempre lo stesso, però l’olio che utilizzo quasi sempre è quello di girasole, dal quale ottengo un sapone più morbido e più lungo nella solidificazione… in questo modo non inquino le falde acquifere e non sono costretta a raccoglierlo per portarlo ai centri di raccolta e, cosa non da poco, non acquisto più detersivi per il bucato in quanto questo funziona benissimo, sia grattugiato e versato nel cestello della lavatrice, sia sciolto nell’acqua ed utilizzato allo stesso modo.

A mio avviso vale la pena provare perchè il procedimento è semplicissimo, porta via poco tempo e dà tanta soddisfazione… non pensate che l’odore di fritto permanga poichè la reazione con la soda caustica lo riporta a dei livelli ottimali! Questo è l’ultimo che ho preparato, utilizzando i contenitori dello stracchino…

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Questa invece è la musica che ascoltavo nel mentre “impolpettavo”…. troppo bella per non condividerla con voi…

[youtube=http://youtu.be/W3PopvgcuZk]

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